Trump autorizza la transizione dei poteri. Ma non si arrende: "Vinceremo"

Bruno Cirelli
Novembre 24, 2020

Vladimir Putin non è ancora pronto a riconoscere il presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden.

A quasi tre settimane dall'Election Day del 3 novembre, la fase di transizione dall'amministrazione di Donald Trump a quella di Joe Biden può formalmente iniziare. Citando Biden come "candidato" alla presidenza, Putin ha puntualizzato: "Chiunque ottenga la fiducia del popolo americano deve essere legittimato attraverso le consuetudini politiche, con una parte che riconosce la vittoria dell'altra o attraverso l'annuncio dei risultati finali delle elezioni in modo legittimo e legale". Con la certificazione del voto in Michigan, però, non ha più voluto aspettare.

I dem hanno fatto pressioni molto forti sulla responsabile della Gsa, come riferito anche dal presidente.

Carl Bernstein, il leggendario reporter del Washington Post che scoprì lo scandalo Watergate con il collega Bob Woodward, ha rivelato pubblicamente su Twitter i nomi di 21 dei 53 senatori repubblicani che, a suo dire, in privato hanno "espresso ripetutamente un estremo disprezzo per il presidente Donald Trump e la sua idoneità" all'incarico. Una lotta, quella che in queste settimane ha bloccato il Paese e visto Trump perdere 35 su 36 in corte, che il presidente uscente definisce "la battaglia giusta" e che promette continuerà. Insomma, il tycoon non si arrende e porta avanti le sue cause su riconteggi e possibili brogli elettorali. Ma ora "nell'interesse del Paese, va fatto ciò che è necessario per avviare i protocolli iniziali". E ha sottolineato che l'avvio della transizione non bloccherà comunque le azioni legali del suo entourage contro l'esito delle urne. E questo nonostante le "minacce online, per telefono e via email", come denuncia nella lettera a Biden.

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