Stadio della Roma: i terreni di Tor di Valle sotto pignoramento

Rufina Vignone
Novembre 23, 2020

Manca il miliardo di euro necessario a portare a termine l'operazione, un iter in piedi ormai da quasi 9 anni.

Lorenzo D'Albergo, autore dell'inchiesta del noto quotidiano Repubblica, ha iniziato il suo pezzo con queste parole: "La pietra tombale sul nuovo stadio della Roma ha le sembianze di una lettera".

Giusto giovedì scorso, a sei mesi dalle elezioni comunali, la sindaca Virginia Raggi ha promesso ai tifosi della Roma 'un bel regalo' per il Natale più improbabile del dopoguerra: lo stadio di Tor di Valle. "Il complesso immobiliare - scrive il Comune - non è nella libera disponibilità dell'attuale proprietaria Eurnova Spa". La società di Luca Parnasi non naviga in buone acque. L'ippodromo di Julio Lafuente ( il plesso di Febbre da Cavllo), potrebbe finire all'asta per ripianare i debiti. L'area sarebbe infatti ipotecata per complessivi 42 milioni di euro, che dovranno essere necessariamente saldati prima della cessione all'immobiliarista Radovan Vitek. Un gomitolo sempre più difficile da dipanare.

La lettera del Campidoglio è rimasta senza risposta.

Nuovo stadio Roma - Prima la frenata, poi la retromarcia.

I Friedkin non sono convinti dal progetto Tor di Valle e a loro sostegno arriva anche JP Morgan.

Che per ora si è trincerata dietro un 'no comment'.

Per aggiudicarsi quella porzione di terreno vicino al GRA, Vitek, ha chiesto l'acquisto per 50 milioni di euro, un prezzo non equo secondo il patron giallorosso. In più c'è il percorso autorizzativo: il Comune pretende che nei documenti ufficiali continui a figurare Eurnova, mentre i due tycoon texani non vedono perché si debbano legare a un intermediario fallito. Così hanno preso a guardarsi attorno. L'altra invece riguarda i terreni di Tor Vergata a due passi dalle vele di Calatrava. Quando ha letto il report con costi e planimetrie, la nuova proprietà è impallidita.

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