Coronavirus, 1.838 nuovi casi e 43 morti in Sicilia

Barsaba Taglieri
Novembre 22, 2020

Nelle prossime giornate proseguirà il monitoraggio degli indici di contagio e la Sicilia, insieme alle regioni di Puglia, Basilicata e Abruzzo, potrebbe diventare "zona rossa".

"Oggi su Gecos (il sistema ospedaliero di gesione dei posti letto, ndr) dev'essere calato tutto il primo step al 15 novembre".

Arrivano gli ispettori in Sicilia per certificare la situazione dei posti letto Covid-19 attivi nell'isola.

Lo scopo? Evitare che la Sicilia sia sottoposta a ulteriori restrizioni. E' ripresa a pieno regime l'attività del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Villa Sofia di Palermo, dove sono stati riattivati i ricoveri ordinari, urgenti e le attività ambulatoriali (anche in regime Alpi) dopo erano stati sospesi in via cautelare per alcuni casi positivi tra paziente e operatori. È una responsabilità che vi prego di non assumervi. Sono i 43 morti.

"Rispetto agli indici dei posti letto, abbiamo dati certificati dal ministero, dalle nostre direzioni generali, dall'Agenas. Ho chiesto al Ministero, d'intesa con il presidente della Regione, di verificare un pò i dati, perché noi abbiamo il dovere di trasmettere verità ai cittadini La gente deve sapere che al governo ci sono persone perbene".

Se è soltanto un 'caso' pronto a sgonfiarsi o se qualcosa in realtà non sta funzionando nell'attivazione dei posti letto per i malati di Covid lo accerteranno i tecnici e i carabinieri del Nas che il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha deciso di inviare in Sicilia per vederci chiaro.

Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. "E' surreale - ha aggiunto - perché non riguarda la veridicità dei dati, non si mette in dubbio che ciò che è stato caricato effettivamente corrisponde a ciò che è disponibile, ma si utilizza un 'non detto' per valutare come se ci fosse la volontà di realizzare un dato diverso".

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