Pedofilo violentato e ucciso in carcere, l'assassino: "Ecco perché l'ho fatto"

Bruno Cirelli
Novembre 20, 2020

Quest'ultimo lo avrebbe anche violentato prima di ucciderlo: il motivo? "Volevo che sentisse ciò che sentivano quei bambini", ha detto il killer, che era anche suo compagno di cella. Nel corso di un'udienza tenutasi presso l'Hull Crown Court sono stati infatti rivelati i motivi che hanno spinto il compagno di cella Paul Fitzgerald a violentare e poi uccidere Hucle con ben 22 coltellate.

Emergono nuovi e inquietanti particolari in merito alla morte del pedofilo inglese Richard Huckle, ucciso il 13 ottobre del 2019 nella sua cella all'interno del carcere di Belmarsh, a sud di Londra. Precedentemente gli aveva infilato una penna nella narice e aveva abusato sessualmente di lui con un attrezzo da cucina. L'uomo, tuttavia, avrebbe negato di aver premeditato l'omicidio del 33enne, spiegando di aver perso l'autocontrollo mentre l'aggrediva. Di professione fotografo freelance, era solito recarsi nei territori orientali, dove aveva modo di conoscere tanti bimbini in parrocchie, istituti scolastici e orfanotrofi col pretesto di immortalarli in alcuni dei suoi scatti.

Richard Huckle, classe 1986, di Ashford, era stato arrestato il 19 dicembre del 2014. "Sono propenso a pensare che abbia fatto anche di peggio". La scusa era sempre la solita: poter scattare foto ai piccoli. L'arresto è arrivato al termine di una lunga indagine della Task Force 'Argos' sullo sfruttamento e l'abuso di minori online.

Colpevole di stupri e abusi commessi su numerosissimi bambini di età compresa tra i pochi mesi di vita e i 12 anni, Huckle aveva con sè una sorta i libro su cui annotava tutte le sue imprese di violenza, vantandosi sul dark web dei suoi orribili crimini perpetrati contro questi bimbi. Le sue vittime accertate sono tutte malesi o cambogiane, ma le autorità ritengono che Huckley avesse agito anche nel Regno Unito.

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