Crisanti: il vaccino a gennaio potrebbe non essere sicuro. Ecco perché

Barsaba Taglieri
Novembre 20, 2020

Poi io dico una cosa ovvia sul vaccino e divento un no-vax. Lo dice Andrea Crisanti, uno degli esperti più ascoltati da quando è iniziata l'epidemia da coronavirus.

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi totali - attualmente positivi, morti e guariti - salgono di 37.242 unità che portano il totale a 1.345.767. Altrettanto chiara la risposta: "Senza dati no".

Affermazioni che hanno scatenato una bufera su Crisanti a cui indirettamente ha pure risposto Anthony Fauci dall'altra parte dell'oceano: "I risultati ottenuti - ha spiegato Fauci - sono la conseguenza dello straordinario progresso scientifico fatto su questo tipo di vaccini". Agli entusiasmi per questa che sembra essere la tanto attesa luce in fondo al tunnel si contrappone l'opinione di ANDREA CRISANTI, microbiologo, che andando controcorrente (come spesso accade) si mostra scettico sul vaccino, quanto meno sui tempi della sua preparazione. Durante L'aria che Tira, su La7, l'assessore ha avvisato di fare attenzione alla comunicazione, aggiungendo: "Io mi sono persino offerto per far parte della sperimentazione". Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia.

Guido Rasi, l'ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco Ema, si confessa "esterrefatto" davanti alle parole del virologo dell'università di Padova. Forse sono stato frainteso, ma non ho mai accusato nessuno. Dopotutto, al di là delle ideologie personali, chi si vaccinerebbe senza una prova scientifica di sicurezza? Anche perché per questa ondata è comunque tardi. Per dare giustamente i vaccini il prima possibile" all'umanità "si stanno facendo tre fasi insieme. Credo che Crisanti su questo sbagli, sarà sicuro.

Per Crisanti è "d'obbligo una riflessione sulla trasparenza", di fronte a dati come quelli del sondaggio Ipsos, secondo cui una consistente fetta di italiani o non farà il vaccino (16%) o aspetterà di avere maggiori informazioni (42%). Il caso della Calabria, da questo punto di vista, è più che emblematico. Questo è il suo pensiero e si deve assumere tutte le responsabilità in un momento del genere dove il Paese ha bisogno di essere unito. Mi sono sempre vaccinato in vita mia. "Quella di Crisanti" sui vaccini in arrivo contro Covid-19 è "una dichiarazione irresponsabile e intollerabile da una persona che dovrebbe conoscere le regole prima di affermare certe cose". "Quindi è fuori discussione il fatto che non mi farò il vaccino". Non ho nessun problema.

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