La lettera di Vasco Rossi: "Sono un sopravvissuto"

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 19, 2020

Cesare Cremonini, direttore speciale per il numero "SurVIVE, SopravVIVERE" di Vanity Fair, ha inviato un messaggio al rocker invitandolo a partecipare: "ciao Vasco, come stai?" Se ci avesse colpiti un meteorite!

Nella lettera aperta sul suo concetto di sopravvivenza, Vasco Rossi è partito dalle origini: Punto Radio, fondata a Zocca, una delle prime radio "libere". "Io ero un indiano metropolitano, cercavo di migliorare me stesso perché ero l'uomo anarchico e, sinceramente, a me sembravano dei matti quelli che si chiamavano 'potere operaio' ed erano studenti, come gli altri", ha continuato. Del resto Vasco lo cantava già nel 1993: "Vivere o sopravvivere..."

Anche per questo numero di Vanity Fair il racconto continua sui social, svelando in anteprima contenuti speciali.

Il cantante inizia a ripercorrere la sua carriera e a ricordare tutte le volte in cui ha rischiato: "Sono sopravvissuto agli anni '70".

Poi il Kom è sopravvissuto agli anni 2000, al millennium bug e soprattutto alla malattia che lo ha fatto andare persino in coma nel 2011. "In quest'ottica non potevo non pensare a Vasco Rossi e alla sua voce per questo numero straordinario", prosegue Cesare Cremonini. "Ne ho combinate di cazzate, ma le ho anche pagate tutte - ha detto il cantante - Sono stati gli anni più stupidi del secolo ma anche i più belli e divertenti, quelli irriverenti di Colpa d'Alfredo, di Ogni volta, Vita spericolata e di Bollicine". Sopravvivremo e te lo dico io che... "La famiglia è la scelta più trasgressiva per un rocker". Ecco, sono sopravvissuto anche a quella depressione lì. Grazie naturalmente alla Laura che ne è stata l'artefice e una compagna straordinaria. "Poi a causa del pregiudizio qualcuno l'ha identificata con lo sballo, ma di droga in quel testo non c'è neanche il pensiero". Quando gli amici hanno cominciato a morire intorno, Lolli, Massimo, Marietto... E sono andato in depressione. Le stesse che si pone Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, ucciso a Palermo il 19 luglio 1992, che lotta alla ricerca della verità sulla strage di via d'Amelio e racconta come l'essere passata attraverso un dolore insopportabile e a una delle pagine più buie della Storia, le renda meno duro il momento di crisi che sta affrontando il mondo. Sono riuscito ad arrivare fino a qui, fino al 2020, quando è scoppiata questa catastrofe mondiale che si chiama Covid.

Le sfide però non sono finite per Vasco Rossi (ma anche per tutti noi): c'è il Covid. "C'è che morirò di noia per il lockdown", ha infine scherzato.

"Ho una nuova canzone (e un nuovo disco) che esce il 1° gennaio 2021 e... Sarà una canzone d'amore".

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