Due manifestanti uccisi la notte scorsa a Lima

Bruno Cirelli
Novembre 19, 2020

A perdere la vita due studenti universitari di 22 e 25 anni.

La situazione di tensione ha avuto immediati riflessi a livello politico con le dimissioni a catena di 13 dei 18 ministri del governo formato dal presidente ad interim Manuel Merino soltanto tre giorni fa.

Secondo la stessa fonte che ha denunciato la terza vittima tra i manifestanti sarebbero oltre una quarantina le persone che al momento sono disperse e non si conosce il numero degli arrestati. Certo, l'instabilità politica non è una novità in Perù, ma un presidente destituito e uno costretto a dare "dimissioni irrevocabili" nell'arco di una manciata di giorni sono un record anche lì, dove da anni i vertici delle istituzioni di diversi schieramenti e colori politici cadono come le foglie in autunno sotto i colpi delle inchieste per corruzione.

Due giovani manifestanti sono rimasti uccisi nel corso delle violente proteste a Lima, in Perù, che si stanno scatenando da una settimana a causa della destituzione del presidente Martin Vizcarra. "Il mio impegno è con il Perù e farò il massimo dei miei sforzi per garantire la successione costituzionale che il Congresso deciderà", ha sottolineato, ringraziando i membri del suo governo. "Questi eventi devono essere indagati a fondo dalle autorità competenti per determinare ogni responsabilità", ha detto.

A notte inoltrata il comitato organizzatore ha chiesto ai dimostranti di tornare a casa, dando loro appuntamento per la settima giornata di mobilitazione oggi alle 17 (le 23 italiane).

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