Razzi dal Tigray cadono su Asmara

Bruno Cirelli
Novembre 17, 2020

Tuttavia la crisi del Tigray sta rischiando di infiammare l'intera regione del Corno d'Africa, dal momento che sia i rapporti tra Etiopia ed Egitto sono in crisi a causa della costruzione sul Nilo Blu della Grande diga della Renaissance, che proverebbe di importanti risorse idriche sia una parte dell'Egitto che del Sudan, sia con la Somalia.

A riferirlo è l'agenzia di stampa sudanese Suna, specificando che, alla giornata di sabato, sono stati registrati 24.944 cittadini etiopi negli stati sudanesi Kassala e Al-Qadarif.

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Le forze dell'esercito federale hanno dato il via a un'operazione militare il 4 novembre per sostituire le autorità della regione del Tigrè, dopo mesi di tensioni con il Governo regionale che negli ultimi anni si è distanziato sempre di più dalle posizioni di quello centrale. Non si ha, al momento, notizia di vittime o di feriti. Ieri Getachew Reda, un alto responsabile del Tplf, ha minacciato "attacchi missilistici" contro Asmara e la città portuale eritrea di Massawa. Quanto all'Eritrea, l'atteggiamento non era mai stato particolarmente positivo prima, ed ancor meno lo è oggi. Lo ha reso noto la Commissione etiope dei diritti umani, un organismo pubblico indipendente, secondo la quale sono avvenuti anche altri attacchi nella notte. Ma, per dare l'idea che i missili lanciati dal TPLF avessero ridotto la capitale eritrea in fiamme, è stata fatta comunque circolare spacciandola per un'immagine di Asmara.

E' davvero Asmara? Non proprio. Accusa respinta da Addis Abeba. Abiy, asceso al potere nel 2018, ha invece avviato una politica di riavvicinamento ad Asmara, che gli ha fruttato nel 2019 il Nobel per la Pace.

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