Nuovo Dpcm: Italia divisa in tre, introdotto il coprifuoco nazionale

Barsaba Taglieri
Novembre 5, 2020

Prevista la suddivisione del territorio nazionale in tre zone (verde, arancione, rossa) a seconda della gravità dei contagi. Qui gli interventi restrittivi saranno meno duri ma sono comunque previste le chiusure di alcune attività, limitazioni alla mobilità in determinati Comuni e province e la chiusura di scuole e università in base alla situazione epidemiologica.

In zone a massimo rischio (rosse) si ferma quasi tutto: anche attività sportive, negozi e mercati. Per quanto riguarda la Campania, si pensa ad una zona arancione ma potrebbe scivolare rovinosamente in una zona rossa visti i contagi degli ultimi giorni. Questa è la domanda che Money.it vuole porre ai propri lettori alla luce del nuovo provvedimento, firmato nella giornata di ieri dal premier Giuseppe Conte, che ha introdotto il sistema di valutazione delle singole Regioni in base a 21 parametri legati alla situazione sanitaria relativa al Covid.

La seconda area è quella arancione, dove ci sarà un inasprimento delle regole rispetto alle zone verdi. Il divieto di circolazione (coprifuoco) è previsto alle 22 fino alle 5 del mattino, quando sarà vietato uscire di casa, salvo motivi di salute o lavoro. La didattica a distanza (Dad) riguarderà il 100% delle scuole superiori.

Sul fronte del trasporto pubblico locale, su gomma e su rotaia, tutti i mezzi torneranno a una capienza massima del 50%.

Chiusi i musei e stop ai centri commerciali nei weekend.

Vengono sospesi tutti i concorsi, ad eccezione di quelli per il personale sanitario.

Nella zona gialla sono valide le misure stabilite dal governo per tutto il territorio nazionale, senza le ulteriori restrizioni, dunque, volute per differenziare queste regioni da quelle considerate più a rischio. Chiusi inoltre bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie, mentre è consentito l'asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio. Resterebbero però aperti i parrucchieri e i barbieri. In particolare sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori. E' vietato lo spostamento nel proprio comune se non per comprovata necessità lavorativa o di studio. "L'attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l'infanzia continua a svolgersi in presenza -si legge nel testo - con uso obbligatorio di dispostivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina".

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