Trump "vince" alla Corte suprema: Amy Coney Barrett ha giurato

Bruno Cirelli
Ottobre 27, 2020

Una delle analisi più acute sulla nomina di Barrett è quella di John Yoo, pubblicata su Fox News, docente di diritto alla Berkeley School of Law, visiting fellow dell'American Enterprise Institute e visiting scholar della Hoover Institution della Stanford University: "Nominando Amy Coney Barrett alla Corte Suprema Trump avrà un effetto diretto sul nostro futuro". Ora è a tutti gli effetti una componente della Corte suprema Usa. Una maggioranza schiacciante, una situazione che non si verificava dagli anni '30, prima del New Deal di Franklin Delano Roosevelt.

Il candidato democratico alla presidenza, Joe Biden, ha definito l'elezione della Barrett prima delle elezioni "un abuso di potere" e la nomina è avvenuta, primo caso dei tempi moderni, senza neppure un voto favorevole dallo schieramento dem.

"Questo è un giorno storico per l'America", ha detto da parte sua il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante la cerimonia per il giuramento di Amy Coney Barrett. Un cambiamento di direzione a cui Trump aveva già contribuito nominando precedentemente altre due toghe conservatrici: Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh. "Il lavoro del giudice - ha sottolineato Barrett - è di resistere alle sue preferenze politiche.Un giudice dichiara la sua indipendenza non solo dal Congresso e dal presidente, ma anche dalle sue convinzioni private che altrimenti potrebbero guidarla". Ma la nomina è arrivata con il voto compatto dei senatori repubblicani (tranne una, la senatrice Susan Collins). "Avete rubato il posto lasciato vacante da Ruth Bader Ginsburg", ha puntato il dito il leader dei democratici in Senato Chuck Schumer. "I democratici volevano mettere un giudice attivista", la secca risposta del leader della maggioranza repubblicana, il senatore Mitch Mc Connell.

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