Samsung, morto il presidente Lee Kun-hee

Paterniano Del Favero
Ottobre 27, 2020

Lee "e' stato un vero visionario" e "la sua eredità sarà eterna", si legge in una nota del gruppo.

Addio a Lee Kun-hee: l'artefice del boom di Samsung Electronics, di cui era ancora presidente, si è spento a Seul all'età di 78 anni. L'uomo era ricoverato in ospedale ormai da anni a seguito di un arresto cardiaco avvenuto nel 2014.

Lee Kun-hee è noto per una dichiarazione che risale al 1993 durante un evento aziendale a Francoforte, e che potrebbe rappresentare la sua visione del new management: "Cambiate tutto, tranne mogli e figli".

Sotto la sua guida Samsung è diventata la più grande produttrice di smartphone e di apparecchi elettronici del pianeta, tanto che oggi da sola garantisce circa un quinto del Pil della Corea del Sud.

Allo stesso tempo, Lee ha dovuto fare i conti con scandali finanziari per l'oscuro intreccio con la politica incassando due volte la condanna per reati di vario tipo.

Terzo dei tre fratelli, Lee Kun-hee divenne presidente di Samsung a partire dal 1987, quando suo padre, Lee Byung-chull (fondatore di Samsung) lo scelse come suo successore. La famiglia Lee ha avuto anche il merito di contribuire al ritorno della Corea del Sud sulla ribalta internazionale dopo l'isolamento della dittatura militare, anche grazie alle Olimpiadi di Seul del 1988 e a quelle invernali di Pyeongchang del 2018. Samsung e le altre chaebol, accusate di essere uno Stato nello Stato, hanno guidato la trasformazione della nazione risollevatasi dalle rovine dalla Guerra di Corea (1950-53) fino a diventare la dodicesima economia più grande al mondo (destinata quest'anno - secondo le stime dell'Ocse, anche per l'effetto della pandemia del Covid - a salire al nono posto). Per ora a raccogliere il testimone è il figlio Lee Jae-yong, attuale vicepresidente di Samsung Electronics e di fatto leader del gruppo dall'infarto del padre.

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