S&P conferma rating BBB, ma migliora l'outlook

Paterniano Del Favero
Ottobre 26, 2020

L'agenzia internazionale Standard & Poor's Global Rating ha confermato il rating sovrano dell'Italia a 'BBB', mantenendolo due gradini sopra il livello 'junk', e ha migliorato l'outlook, portandolo da negativo a stabile. "Ora - si legge nella nota sulla congiuntura di Upb - l'impatto della fiammata dei contagi sulla stima "appena positiva" per il quarto trimestre, porta inevitabilmente al segno meno".

Sul fronte del deficit nel 2020 è destinato a peggiorare a circa l'11% del PIL rispetto all'1,6% del 2019, visto che quest'anno l'economia si contrae del 9%, il costo delle misure specifiche Covid-19 sarà pari a quasi il 5% del PIL e le entrate fiscali indirette diminuiranno. In risposta, il governo ha introdotto misure fiscali straordinarie per il 2020 del 6,1% del PIL e ha elaborato un bilancio a favore della crescita per il 2021, con un obiettivo di disavanzo nominale del 7% del PIL, comprensivo di ulteriori stimoli, ricorda l'agenzia di rating in un comunicato. Questo rischio, se si concretizzasse, sarebbe rimbalzato nel terzo trimestre (+ 12% secondo l'UPB) dei mesi estivi quando in molti avevano intravisto la luce del tunnel, un beffardo fuoco di paglia. E un quarto trimestre negativo avrebbe il classico "effetto riporto" durante tutto l'anno. Abbassare le stime di Nadef del + 6%. Ma anche di un rafforzamento, magari rendendolo permanente, del recovery fund sul quale si trascina una coda di negoziato, questa volta fra Parlamento europeo e Consiglio, a proposito del quale Gualtieri si dice fiducioso che si possa chiudere a breve.

L'indice Pmi dell'Eurozona è tornato a puntare sulla contrazione dell'attività economica (cioè sotto 50) a 49,4. Solo la Germania, legata al ciclo economico cinese, si distingue positivamente, con un PMI manifatturiero al massimo di due anni e mezzo. Con due dati - crollo del 70% del traffico aereo a settembre e nuova caduta di quello autostradale dopo la ripresa estiva - che fotografano, appunto, un futuro appeso all'andamento dei contagi. Rischiando di far rimpiangere il non aver fatto un investimento davvero cospicuo, nei mesi in cui la pandemia aveva allentato la morsa, su tracciamenti, presidi territoriali del sistema sanitario, rete di assistenza domiciliare ai malati.

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