Palù: "95% positivi è asintomatico, no a chiusura totale"

Barsaba Taglieri
Ottobre 26, 2020

Virologo Palù: "C'è tanto allarmismo".

Professore emerito di microbiologia e virologia all'Università degli studi di Padova, già presidente della Società europea di virologia, Giorgio Palù può essere considerato, insieme all'infettivologo Matteo Bassetti, una delle voci "dissonanti" rispetto alla gestione - politica e mediatica - della pandemia. Sì secondo il virologo Giorgio Palù una personalità importante nel campo della virologia oltre che professore emerito dell'Università di Padova.

In estate è sembrato che i casi si siano azzerati in quanto i raggi ultravioletti uccidono il virus.

"C'è tanto allarmismo. È indubbio che siamo di fronte a una seconda ondata della pandemia". Secondo poi, "è certo che queste persone sono state 'contagiate', cioè sono venuti a contatto con il virus, ma non è detto che siano 'contagiose', cioè che possano trasmettere il virus ad altri".

Secondo Palù, in definitiva, "ci si dovrebbe attivare nel caso si individuino dei cluster".

Il professore è duro anche sulla diffusione dei bollettini giornalieri di contagi/casi/positivi: "Non è utile: quello che veramente conta è sapere quante persone arrivano in terapia intensiva, è questo il numero che dà la reale dimensione della gravità della situazione". I tamponi, spiega, "vanno fatti ai sintomatici ed ai loro contatti, ma ritenerli una strategia salvifica non ha senso, perchè anche con un milione di tamponi non risolveremmo il problema. Tenere aperte le scuole è, però, indispensabile".

Il virus "può uccidere, ma non è la peste" - queste le parole che Giorgio Palù ha utilizzato durante un'intervista con i giornalisti del Corriere della Sera.

Il lockdown sarebbe un suicidio per la nostra economia; come scienziato perché penalizzerebbe l'educazione dei giovani, che sono il nostro futuro, e come medico perché vorrebbe dire che malati, affetti da altre patologie, specialmente tumori, non avrebbero accesso alle cure. In sostanza, Palù consiglia di utilizzare più raziocinio nell'analisi della situazione pandemica italiana, soprattutto a fronte del fatto che si tratta di "una malattia che, tutto sommato, ha una bassa letalità".

Secondo il sanitario certamente il Sars-CoV-2 è un patogeno molto contagioso ma ha una bassa letalità: "Il 95 per cento dei positivi non ha sintomi e quindi non si può definire malato", per cui "dobbiamo porre un freno a questa isteria".

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