Covid e nuovo decreto, chiusi a metà. Cosa cambia settore per settore

Barsaba Taglieri
Ottobre 26, 2020

Tra le principali novità introdotte l'ulteriore riduzione delle attività di ristorazione, inclusi bar, gelaterie e pasticcerie. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone per tavolo (non più un massimo di 6), salvo che siano tutti conviventi.

I centri commerciali resteranno aperti nel weekend e la didattica a distanza per le scuole superiori è prevista almeno al 75%.

Restano poi consentite la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive, limitatamente ai clienti e vi alloggiano, e la ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. L'attività sportiva all'aperto presso centri e circoli sportivi, privati o pubblici che siano, rimane possibile sempre rispettando le norme di distanziamento sociale. Stop ai nuovi concorsi pubblici e privati meno quelli già avviati, che si potranno concludere. Rispetto all'ultima bozza, tuttavia, salta la specifica secondo cui era raccomandato di non spostarsi "dal Comune di residenza, domicilio o abitazione". Salvi per il momento i negozi, "a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni". La chiusura di vie e piazze può essere disposta a partire dalle 21.00. Stop a palestre, piscine, centri benessere e termali. Chiudono teatri, cinema e sale da concerto.

Raccomandato a tutti di non spostarsi se non per motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Vietate le feste nei luoghi chiusi e all'aperto, comprese quelle conseguenti a cerimonie civili e religiose. Dobbiamo tutelare la salute, ma al contempo anche la nostra economia. "Prendo l'impegno di indenizzi per tutti coloro che verranno penalizzati a queste nuove norme", ha concluso il presidente del Consiglio. E sui vaccini ha rilevato: "Entro dicembre le prime dosi per le persone più fragili". Ma è un decreto a metà, come la chiusura dell'Italia. Le misure adottate rischiano di essere superate dall'andamento della curva epidemiologica. Ma tant'è, il governo ha deciso anche questa tra le soluzioni per arginare la diffusione del Coronavirus, che in queste settimane sta preoccupando non poco politici e scienziati. Ma nei mesi scorsi.

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