Keith Jarrett, dopo due ictus non sono più pianista

Ausiliatrice Cristiano
Ottobre 24, 2020

Perché Jarrett nel frattempo (a febbraio 2018 e a maggio 2018) ha avuto due ictus che gli hanno paralizzato la metà sinistra del corpo, mano compresa.

Sono parole di Keith Jarret, maestro del pianoforte, tra i jazzisti più amati e ascoltati degli ultimi cinquant'anni, che ha rivelato al New York Times di essere stato costretto alla pensione anticipata a causa di due ictus che lo hanno colpito, pregiudicandone la capacità di sedersi al piano, sua passione e ragione di vita. Quella sera a New York, poche settimane dopo l'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, aveva aperto il concerto con un monologo indignato sullo stato della politica. "Ero paralizzato - ha detto, lasciandosi intervistare dal critico Nate Chinen al telefono mentre lui si trovava in una casa nel New Jersey - la mia parte sinistra era parzialmente paralizzata". Sono in grado di provare a camminare con un bastone, ma ci è voluto molto tempo, ci è voluto un anno o più. "Non so quale potrebbe essere il mio futuro", ha aggiunto, "in questo momento non mi sento di certo un pianista".

Poi cominciarono a emergere altri sintomi, che lo convinsero a ricoverarsi in ospedale. L'etichetta ha posi deciso di pubblicare nei prossimi giorni uno dei concerti di maggior successo, quello avvenuto a Budapest nel 2016. E nei due anni successivi non ci sono stati aggiornamenti ufficiali.

Il rapporto di Jarrett con l'Italia e il pubblico della penisola e' sempre stato molto particolare, e felice. Si tratto', recitano le note di copertina, del "primo concerto mai tenuto da un musicista che fonda la propria arte sull'improvvisazione nel teatro d'opera piu' famoso del mondo".

In quell'occasione Jarrett interpreto' anche una indimenticabile "Over the Rainbow". Dalla musica classica, in un flusso bidirezionale, Jarrett si e' lasciato irretire el corso del tempo, fino a diventarne un autorevole interprete con una impronta riconoscibilissima: Mozart, Handel e Johann Sebastian Bach, il grande compositore di Lipsia, sono i suoi riferimenti. "Quello che posso dire ora è che non sono un pianista". Non potrò guarire. Il massimo che posso fare con la mano destra è reggere una tazza. "Mi hanno già sparato", ha detto ridendo.

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