Allarme terapie intensive, diverse regioni in affanno

Barsaba Taglieri
Ottobre 18, 2020

"Poiché i pazienti positivi ricoverati in terapia intensiva sono 10, ecco come è stato ricavato il dato del 150 per cento di saturazione".

Proprio nei giorni in cui la crescita delle ospedalizzazioni preoccupa non poco gli esperti, emerge che l'atteso aumento dei posti di terapia intensiva ( fino a 9.300) è un problma. È quanto rileva il 24esimo report settimanale 'Instant' dell'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell'Università Cattolica, campus di Roma.

Tutte le regioni hanno registrato nuovi contagiati. In questa Regione, quindi, si stanno utilizzando i posti letto di terapia intensiva in dotazione strutturale per rispondere alle esigenze dei malati Covid -19.

Si avvicinano, invece, alla saturazione della capacità massima aggiuntiva Piemonte (83%), Marche (67%), Campania (66%), Toscana (65%) e Sardegna (63%). Rispetto a ieri, due persone sono guarite dal Coronavirus, mentre sono 40 le persone ricoverate negli ospedali di Potenza (35) e di Matera (cinque). Il governo attraverso il commissario Arcuri ha inviato 231 ventilatori per le terapie intensive e 167 per le sub intensive.

3 in più si trovano in terapia intensiva per complessivi 15 pazienti.

Peraltro, già nella fase del picco epidemico, la scorsa primavera, grazie al piano regionale di rafforzamento e integrazione della rete di terapia intensiva messo a punto insieme alle Aziende sanitarie, l'Emilia-Romagna, tra le regioni più colpite, aveva assicurato la disponibilità di 690 posti, di cui 573 dedicati a pazienti Covid, che nei mesi successivi sono stati riconvertiti al loro precedente utilizzo. "Al contrario, Veneto e Molise registrano il decremento minore passando rispettivamente da 1.9 a 1.6 e da 2.0 a 1.7". Il traguardo da raggiungere è infatti di 641 posti (14 ogni 100mila abitanti).

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