Ma davvero Huawei sta pensando di vendere Honor?

Geronimo Vena
Ottobre 17, 2020

Anzi no. Anzi forse.

La controversa Huawei, che sta ridefinendo le proprie priorità a seguito delle sanzioni statunitensi, ha deciso di rifocalizzarsi sui telefoni di fascia alta, anziché sul marchio Honor, inteso per un pubblico più giovane e con meno possibilità di spesa, secondo le fonti. Un'offensiva che prende le mosse dal 5G e, arrivando fino al bando all'uso dei servizi di Google prima e delle componenti sviluppate con tecnologia americana poi, sta costringendo la casa di Shenzhen a muoversi in un perimetro sempre più ristretto.

Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Reuters, il colosso cinese Huawei starebbe al momento trattando la vendita del proprio brand Honor per una cifra di circa 3.1 miliardi di dollari.

Tra i potenziali acquirenti si citano Digital China Group, che attualmente ricopre il ruolo di distributore degli smartphone targati Honor: si citano anche TCL e di Xiaomi.

Gli asset inclusi nella vendita devono ancora essere definiti, ma potrebbero includere il marchio Honor, le attività di ricerca e sviluppo e il business collegato della gestione della catena di fornitura, secondo due fonti. La notizia era stata subito smentita da Huawei, che l'aveva bollata come priva di ogni fondamento.

Il passaggio di Honor ad un'altra proprietà sarebbe ideale per il brand, visto che lo renderebbe "libero" dal ban negli Stati Uniti d'America, che impedisce a Huawei di acquistare i chip e gli altri componenti necessari alla produzione dei suoi prodotti. Ma anche perché Honor ha da tempo una struttura indipendente, con un Ceo e una struttura di marketing e distribuzione a sé.

A questo proposito, l'analista Ming-Chi Kuo indica che l'acquisto da parte di Xiaomi o TCL rappresenterebbe in primo luogo una vittoria per Honor.

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