Ok, di Banca d’Italia alla NaDef ma le prospettive restano incerte

Paterniano Del Favero
Ottobre 14, 2020

Banca d'Italia in audizione alle Commissioni Bilancio e Programmazione economica per discutere della NaDef. Così Eugenio Gaiotti di Bankitalia, in audizione in Parlamento sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef).

"Le misure eccezionali di politica economica hanno finora permesso di evitare gli scenari più avversi; le prospettive restano però incerte, condizionate dall'evoluzione della pandemia e fortemente dipendenti dalla prosecuzione delle misure di sostegno". Gaiotti ha infatti sottolineato come la Nadef "presenta un quadro programmatico caratterizzato da un deciso stimolo di bilancio nel prossimo triennio, anche grazie all'utilizzo dei trasferimenti messi a disposizione da Next Generation Eu".

Come anticipato dal ministro Roberto Gualtieri sabato scorso, gli indicatori sul terzo trimestre mostrano una situazione di miglioramento dell'economia italiana.

La ripresa c'è, e nel terzo trimestre l'industria metterà a segno un recupero della produzione del 30%, lo scenario avverso che prevedeva un crollo del Pil intorno al 13% sembra al momento scongiurato, ma il futuro rimane in salita e le stime per quest'anno restano di una contrazione del 9,5% circa. Dati confermati anche da Banca d'Italia.

"L'evoluzione di breve e di medio termine dell'economia italiana appare soggetta a rischi ancora molto ampi, nel complesso orientati al ribasso", a partire da quelli di una "recrudescenza della pandemia". "Assicurare nel prossimo decennio una rapida riduzione del debito, che è stato innalzato dagli effetti della pandemia e dalla indispensabile risposta, richiederà la massima attenzione alla qualità delle ampie misure di sostegno dell'economia in via di definizione e un graduale aggiustamento del saldo di bilancio quando le condizioni macroeconomiche saranno più favorevoli" ha detto ancora Gaiotti.

La ricerca condotta da Banca d'Italia tra fine agosto e inizio settembre, evidenzia come un terzo delle famiglie intervistate, e senza problemi economici, prevedono di ridurre le spese per beni durevoli nei prossimi tre mesi.

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