Istat, l'economia sommersa ed illegale genera l'11.9% del Pil

Paterniano Del Favero
Ottobre 14, 2020

I dati sono dell'Istat, nella rilevazione sull'"economia non osservata nei conti nazionali" per gli anni 2015-2018.

Questo flusso economico nel 2018 ha generato una somma di poco più di 211 miliardi di euro, in flessione dell'1,3% (213,9) rispetto al 2017, che equivale all'11,9% del Pil nazionale. Rispetto al 2017, si riduce di circa 3 miliardi, confermando la tendenza alla discesa dell'incidenza sul Pil dopo il picco raggiunto nel 2014 (13,0%). Per quanto riguarda il lavoro, invece, gli impieghi irregolari nel 2018 sono stati 3 milioni 652mila, in calo dell'1,3% e di 48mila unità rispetto al 2017. Le attività illegali - a circa 19 miliardi. L'economia illegale, inoltre, include attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibiti dalla legge o non autorizzati. La crescita delle attività illegali è determinata per la quasi totalità dal traffico di stupefacenti.

L'ultimo rapporto dell'Istituto di statistica si riferisce all'anno 2018 ed evidenzia un calo di 3 miliardi dall'anno precedente.

L'Istat ha pubblicato un interessante rapporto riguardante quella è che l'economia sommersa e/o illegale. Fino a che il lavoratore che denuncia il lavoro in nero rischia di passare per evasore e di dover pagare le tasse arretrate, non si andrà da nessuna parte. "Anche i termini per contestare il licenziamento illegittimo, pari ad appena 60 giorni, sono troppo stringenti e di certo non facilitano l'emersione del fenomeno".

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