Coronavirus, centomila casi al giorno. L'Europa richiude

Bruno Cirelli
Ottobre 14, 2020

Non solo: tra gli "assenti" Eurostat rileva anche il passaggio dai 4,9 milioni del primo trimestre di quest'anno ai 7,8 del secondo che non hanno alcuna giustificazione, non sono in ferie né in malattia né in cassa integrazione, e dunque solo in teoria possono dirsi ancora occupati. Non va meglio in Russia e nell'area balcanica. Il precedente record si era registrato nella giornata di venerdì con 114.227 casi.

Un nuovo lockdown nazionale per il Regno Unito è possibile perché il Paese è "ad un punto precario" nella pandemia da coronavirus, ma bisogna fare ogni sforzo perché ciò non accada: lo ha dichiarato il professor Peter Horby, presidente del New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group (Nervtag) e consulente del governo di Londra.

Boom di casi anche in Portogallo, che ieri ha comunicato il numero di nuovi contagi in 24 ore più alto dall'inizio della pandemia, 1.646; a Berlino, dove da ieri è in vigore il coprifuoco sulla vita notturna; in Polonia, dove è stato battuto il quarto "record" giornaliero di fila con 5.300 casi in 24 ore, e se le scuole restano aperte sono stati introdotti invece orari speciali per gli anziani nei negozi, e altre limitazioni alla vita pubblica. La situazione peggiora di giorno in giorno e si comincia a diffonere fra i cittadini il timore dell'arrivo di un nuovo lockdown. Sono stati infatti ben 19.383 i casi registrati negli ultimi sette giorni, quasi lo stesso numero di quelli avutisi nei primi cento giorni dell'epidemia. Nelle ultime 24 ore sono saliti di circa l'8,3%. In tale Paese il bilancio da inizio pandemia è di 30.325 contagi da coronavirus e 907 morti.

La Francia è ufficialmente il paese che preoccupa di più a livello europeo, perlomeno guardando ai singoli numeri relativi ai nuovi contagi giornalieri.

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