Bocciata la richiesta dell’apertura degli stadi al 25% della capienza totale

Rufina Vignone
Settembre 28, 2020

Vince la linea della prudenza, il Comitato Tecnico Scientifico ha bocciato la proposta venuta fuori dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome, che prevedeva l'accesso agli impianti sportivi di un numero di spettatori pari al 25% della capienza massima.

E invece è arrivato il parere negativo sulla possibilità di aprire gli stadi oltre le mille persone arrivando al 25% della capienza come era stato proposto dalle Regioni. Le regole attuali prevedono al momento 1.000 spettatori al massimo per gli eventi all'aperto e 200 al chiuso. È la proposta di linee guida per la partecipazione del pubblico agli eventi ed alle competizioni sportive elaborata dalla Conferenza delle Regioni. Inoltre il CTS ha precisato che resta imprescindibile assicurare per ogni evento le norme attualmente in vigore, con prenotazione e preassegnazione del posto a sedere fisso, senza dimenticare il rispetto del distanziamento e l'utilizzo di mascherine e gel igienizzante.

Niente da fare sulla riapertura degli stadi, almeno per il momento.

"Qualora l'evento non possa garantire le citate misure di prevenzione, i numeri indicati nel Dpcm dovranno necessariamente essere ridotti dagli enti organizzatori - prosegue la nota - e posti sotto la valutazione e la responsabilità delle autorità sanitarie competenti". "Quando sento che gli stadi vanno riaperti perché il comparto muove un sacco di soldi penso che se poi andiamo verso una maggiore diffusione del virus la situazione potrebbe addirittura precipitare". La Serie A infatti può appellarsi ad alcune righe del comunicato del Cts, in cui si legge che "un ritorno graduale degli spettatori alla fruizione in presenza degli eventi sportivi potrà essere riconsiderato sulla base dei risultati del monitoraggio di impatto delle riaperture della scuola e della pubblica amministrazione". Infine, tornando sulla spinosa questione della riapertura degli stadi, il Cts ha così concluso.

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