Renato Zero: "In Zerosettanta c'è la mia espressione migliore"

Ausiliatrice Cristiano
Settembre 26, 2020

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Ad un anno di distanza da "Zero il Folle", Renato Zero ritorna con un progetto discografico molto ampio. Tre pubblicazioni separate: settembre, ottobre e novembre, con scadenza al 30 di ogni mese.

"Per non ingolfare la piazza e per dare respiro ai padiglioni uditivi del mio paziente pubblico - spiega, raccontando che la scelta di partire dal 3 è legata alla tradizione dei sorcini di chiamarlo sul palco con il 3, 2, 1". Ha iniziato la sua carriera da ragazzo, quando ancora era Renato Fiacchini, cucendosi vestiti eccentrici, come sgargianti camicie di pizzo, che inizialmente indossava in casa ma che ben presto porterà anche fuori. Lo sfogo del cantautore su questo ed altri aspetti in una intervista rilasciata ai microfoni de 'Il Corriere della Sera'.

Io Team Lauro tutta la vita. Un esercizio che interessa anche l'arte e lo spettacolo. C'è una cosa positiva però: ci siamo guardati dentro e abbiamo fatto i conti con noi stessi. "Perché non mi accontento mai di ricevere le mie attenzioni". Se il brano precedente chiedeva come poter resistere a certi attacchi, Piu' Amore, la ballad che segue e che porta scritta la firma riconoscibilissima di Zero, e' forse la risposta: e' l'amore "la palestra piu' specifica dove confrontarsi". "Sarà qualcosa che farà riflettere". "In queste canzoni c'è anche un sapore di giovinezza perché non è il mio funerale, credo piuttosto sia la mia rinascita per molti versi", afferma l'artista che per primo ha "giocato" con trucchi, travestimenti e piume diventate un cult e imitate oggi da molti giovani. La facilità di ingresso di oggi, invece, crea confusione.

L'Angelo Ferito, primo singolo estratto dal disco e uscito il 18 settembre, aumenta il ritmo, sfidando "la gravità e le convenzioni" in difesa del proprio spazio vitale; nel videoclip, per la regia di Roberto Cenci, va in scena proprio l'arringa di Renato Zero a una folla di manichini omologati, muniti di mascherina e con indosso i suoi storici abiti di scena. In quegli anni in cui le major nella musica italiana avevano una grande influenza nella produzione discografica, fu uno delle prime etichette libere.

Sognando Sognando contiene coloratissimi richiami agli anni 80: si percepisce molto forte anche qui l'anima di Renato Zero, la sua ironia, e tutta la forza comunicativa delle sue ariose metafore. C'è solo un continuo processarci: "mi piacerebbe vedere in qualcuno la luce, la possibilità che sia un Caronte che ci trasbordi in un luogo dove la plastica non c'è, dove l'insegnamento è fondamentale nella vita umana". "Renato ha costretto Zero a raccontare tutta la verità per i 70 anni, come davanti ad un confessionale".

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