Massimo Giletti affonda la Lucarelli: "gira le palette!"

Ausiliatrice Cristiano
Settembre 25, 2020

"Rifarei tutto, la tv evidentemente serve - ha premesso - i mafiosi stavano tornando a casa, queste sono le vere inchieste, io ho soprannominato il mio gruppo di lavoro 'gli ammutinati del Bounty', perché andiamo controcorrente, abbiamo cercato di andare sempre oltre" ha aggiunto, dicendosi dispiaciuto del silenzio di vari colleghi e non solo perché non lo hanno seguito nell'inchiesta sulla scarcerazione dei detenuti mafiosi. In onda precisamente da domenica 27 settembre 2020, Giletti, raggiunto dai microfoni del portale Il Giornale, ha ammesso che alla soglia dei 60 anni, dopo che gli è stata assegnata una scorta per vie delle sue inchieste, vive ormai in mezzo ad un tempesta che, però, non gli dispiace così tanto poiché, secondo lui, portano del bene: "Vivo in mezzo ad una tempesta, ma le tempeste rafforzano". Ci chiediamo: cosa siamo disposti a fare per un like? Non voglio più alimentare polemiche, ma è incredibile che io debba scoprire le minacce di un boss in quel modo.

Colpo su colpo, Massimo Giletti prosegue la sua battaglia contro Alfonso Bonafede. Mettere la giacca sopra al giubbotto? A confermalo è lo stesso conduttore che, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del programma Non è l'Arena, ha risposto alle domande della stampa senza escludere la possibilità di una sua discesa in campo: "Un mio impegno politico?" Quindi nel futuro non escludo nulla. "Sarei disonesto nel dire di no. Fino al 30 giugno 2021, sono a La7 e le mie energie sono per La7". Giletti ha subito contrattaccato dicendo che ognuno è libero di fare ciò che vuole, aggiungendo anche una frecciata molto velenosa indirizzata alla collega. La politica vede facce, nomi e pensa: questo porta voti.

Ma non si parlerà soltanto di mafia: "Non smetteremo di occuparci di Covid, nella prima puntata faremo parlare per la prima volta Flavio Briatore, guarito dal virus, e daremo spazio alle polemiche tra virologi".

Massimo Giletti non sta vivendo un periodo facile da quando è stato costretto a vivere sotto scorta e con il giubbotto antiproiettile. Molti miei colleghi sono diventati peones, altri hanno trovato la loro identità.

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