Cipro tiene in ostaggio l'Ue: niente sanzioni contro Lukashenko. Ecco perché

Bruno Cirelli
Settembre 23, 2020

"Una decisione in merito alle sanzioni da infliggere alla Bielorussia sarà probabilmente presa giovedì durante la riunione del Consiglio europeo", ha detto oggi a Bruxelles il ministro degli Esteri della Polonia, Zbigniew Rau, sottolineando che una decisione non è stata presa oggi per l'opposizione di uno Stato membro.

Il 20 settembre e tutta la settimana successiva le diaspore bielorusse nel mondo e le persone che sostengono la Bielorussia sono invitate a organizzare delle manifestazioni pacifiche, ad appendere le bandiere bianco-rosso-bianche, a scrivere lettere ai prigionieri politici bielorussi e ad esprimere la propria solidarietà su Internet. Separatamente anche il gruppo conservatore avanza una candidatura, ma solo alla "opposizione democratica in Bielorussia, rappresentata da Sviatlana Tsikhanouskaya". Non è una rivoluzione geopolitica, non è contro la Russia o a favore dell'Ue. Da 7 settimane scendiamo in strada per protestare contro una persona che si è accaparrata il potere: "l'usurpatore Alexander Lukashenko".

Per più di un anno l'esercito di Haftar ha cercato di conquistare la capitale della Libia, con numerose offensive e controffensive che si sono susseguite da una parte e dall'altra.

"Dimostranti - prosegue - sono stati torturati, molestati e stuprati". I risultati ufficiali hanno dato al leader autoritario un sesto mandato, ma gli oppositori dicono che i risultati sono stati manipolati. "Tutto questo sta succedendo nel 2020, nel cuore del continente europeo". Non torneremo mai nelle condizioni in cui siamo stati per 26 anni", continua Tikhanovskaya, che aggiunge: "Per 26 anni abbiamo vissuto sotto una dittatura - continua - per tutti questi anni abbiamo vissuto nella paura. "Non saremo più ostaggi di Aleksandr Lukashenko, non vivremo più nelle sue prigioni", ha aggiunto. Lo denuncia il gruppo bielorusso per i diritti umani Viasna.

Ieri la polizia di Minsk ha arrestato 442 manifestanti per violazione della legge sui raduni. Rivolgendosi al nuovo nunzio apostolico in Bielorussia, mons. Sono molto contento di vedere che sta bene. Ma nei retroscena delle discussioni di oggi sulla Bielorussia, ci sono anche questioni che coinvolgono la Turchia. L'occasione i potrebbe essere il vertice dei leader europei previsto per l'inizio di ottobre come ha dichiarato Joseph Borrell Alto rappresentante per gli Affari Esteri e la sicurezza, ma il problema rimane complesso e non risolvibile con generici richiami all'unità e con dichiarazioni di principio. Per questo afferma il metropolita, rivolgendosi al nunzio, "noi abbiamo bisogno del vostro sostegno, come rappresentante della Santa Sede, e attendiamo con impazienza il vostro arrivo nel nostro Paese".

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