L'Ue non riconosce l'elezione di Lukashenko

Bruno Cirelli
Settembre 19, 2020

Per questo motivo, una volta scaduto il mandato precedente di Lukashenko (il prossimo 5 novembre), l'assise europea non lo riconoscerà più come capo dello Stato ex sovietico.

Il Parlamento europeo ha chiesto sanzioni contro il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, condannando allo stesso tempo le violente repressioni delle manifestazioni di piazza che si sono svolte a Minsk e in tutte le principali città del Paese. La Lega di Salvini si è astenuta. I sì sono stati 574, 37 i no e 82 le astensioni. "Che schifo. #Lukashenko". Lo scrive il segretario del Partito democratico e governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti su Twitter. "Siamo delusi - dichiara in una nota ripresa dall'agenzia russa Ria Novosti - dal fatto che il parlamento europeo, che si posiziona come una struttura seria, oggettiva e democratica, non sia riuscito a trovare la volontà politica per guardare al di là del proprio naso, per superare la unilateralità e non diventare ostaggio dei luoghi comuni".

La leader dell'opposizione bielorussa Svetlana Tikanovskaya incontrerà lunedì mattina i ministri esteri Ue. Tikhanovskaya sarà anche ricevuta dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

Nelle stesse ore l'Eurocamera ha adottato una dura presa di posizione anche su un altro dossier, quello sull'avvelenamento dell'oppositore russo Alexei Navalny. Anche in questa occasione le autorità bielorusse hanno imposto alle compagnie telefoniche di ridurre i loro servizi nella capitale, rendendo per gli attivisti difficile organizzarsi, limitando la loro capacità di coordinamento e di condivisione di informazioni. A favore della risoluzione Ue hanno votato i parlamentari di Pd, M5S, Forza Italia e Fratelli d'Italia mentre si sono astenuti i rappresentanti della Lega.

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