Riforma Irpef partite IVA, Ruffini non molla sul principio di cassa

Paterniano Del Favero
Settembre 18, 2020

Con la risposta n. 207 ad uno specifico interpello l'Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni punti chiave in merito al diritto alle detrazioni di imposta per figli a carico (articolo 12 del TUIR) da parte di soggetti fiscalmente non residenti in Italia.

Si torna a parlare di riforma fiscale per le partite IVA, stavolta finanziata con le risorse del Recovery Fund. Si tratta di un sistema di tassazione per cassa che potrebbe prevedere un versamento delle imposte mese per mese sulla base di quanto si incassa effettivamente e al netto di quanto si spende per svolgere la propria attività, favorendo così gli investimenti in beni strumentali, i cui costi potrebbero essere subito dedotti dal reddito. Per Ruffini così si rispetterebbe anche il principio di capacità contributiva, visto che si pagherebbe l'Irpef in base agli incassi effettivi.

"Importanti chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sulle detrazioni familiari che spettano ai nostri connazionali residenti all'estero definiti "non residenti Schumacker" Ad informarne una nota dell'on". A rilanciare la riforma della modalità di versamento dell'Irpef da parte dei titolari di partita Iva - una "platea" di oltre 4 milioni di artigiani, commercianti e professionisti, che operano anche mediante società di persone - è stato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in audizione in Commissione Finanze della Camera sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund. "Alla luce di tali considerazioni, potrebbe, pertanto, valutarsi la possibilità dell'utilizzo del Recovery Fund per la copertura finanziaria di tale riforma".

Sul fronte dello smart working - che secondo Ruffini dovrebbe essere promosso anche al di là dell'emergenza epidemiologica - le risorse del Recovery Fund potrebbero essere utilizzate per: potenziare ed estendere i servizi di videoconferenza e di collaborazione a distanza; innovare le dotazioni informatiche a disposizione dei dipendenti; la virtualizzazione delle postazioni di lavoro; l'evoluzione della rete aziendale; la formazione del personale sull'adozione delle modalità di gestione del lavoro agile.

Secondo i commercialisti abbandonare il meccanismo dei due acconti annuali per passare al conteggio degli acconti 12 volte su base mensile non assume i contorni di "semplificazione": il rischio insomma è di trovarsi a dover predisporre 12 dichiarazioni dei redditi, con l'obbligo di effettuare a cadenza mensile (o trimestrale) il complesso calcolo dell'importo dovuto all'Erario.

Anche il calendario delle scadenze fiscali potrebbe essere ottimizzato, con il riallineamento al normale calendario delle attività dei cittadini, magari anche sfruttando adempimenti già esistenti, come, ad esempio, la liquidazione periodica Iva.

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