Pirlo vuole Dzeko. Lo ha scritto anche nella tesi da allenatore

Rufina Vignone
Settembre 17, 2020

Si è concluso al Museo del Calcio il percorso formativo degli allievi del Master allenatori per ottenere il patentino UEFA Pro, che consentirà agli allenatori abilitati di poter guidare qualsiasi squadra, comprese quelle partecipanti ai campionati maschili di Serie A e Serie B. All'ultima giornata di esami al Museo del Calcio di Coverciano era presente l'ultima tranche di altri aspiranti allenatori: tra di loro, c'era anche Thiago Motta, ex giocatore (nel 2009) e allenatore del Genoa oltre vicecampione d'Europa nel 2012 da calciatore con l'Italia di Cesare Prandelli.

E come modello il Barcellona di Crujff e Guardiola, il Milan di Ancelotti, la Juve di Conte: questo è "il calcio che vorrei", secondo Pirlo. Al centro del suo pensiero, "il pallone: dobbiamo tenerlo il piu' possibile quando attacchiamo, e avere una ferocia agonistica per riconquistarlo quando lo perdiamo" (ANSA). "L'idea fondante del mio calcio - si legge nella tesi - è basata sulla volontà di un calcio propositivo, di possesso e di attacco".

"Mi piacerebbe citare le squadre che mi hanno ispirato nella formazione della mia idea di calcio". Un gioco fluido, in cui i moduli non sono più un dogma. "Intendendo per "gioco" quel filo conduttore composto da principi, posizioni ed emozioni tra i giocatori stessi".

Relativamente alla fase offensiva, il "Maestro" si sofferma su costruzione, sviluppo e attacco alla linea.

In fase offensiva, la Juventus di Pirlo non avrà un modulo fisso, ma almeno in partenza sarà un 325 o un 235.

"In base alle caratteristiche si potrà decidere di isolare in ampiezza il giocatore forte nell'uno contro uno (caratteristica fondamentale nel calcio di alto livello), o di portare dentro l'ala in zona di rifinitura sul piede invertito se abbiamo a disposizione un giocatore tecnico ed in grado di eseguire assist e passaggi smarcanti". Tutta Italia, per lo meno tutta l'Italia che frequentiamo noi, sta discutendo della tesi da lui presentata, con relatore Renzo Ulivieri (fino all'altro ieri nemico degli allenatori senza gavetta, quindi fresco di folgorazione), intitolata 'Il calcio che vorrei' e che invitiamo a leggere in forma integrale, tanto è breve. Un inciso che suona come un indizio di mercato, per l'identikit che calza a pennello al profilo di Edin Dzeko.

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