Tampone obbligatorio in Sardegna e l'ultima ordinanza di Solinas

Bruno Cirelli
Settembre 16, 2020

Il Governo sta valutando se impugnare o meno l'ordinanza della Regione Sardegna, in vigore da oggi e fino al 7 ottobre, che prevede test obbligatori entro 48 ore per chi sbarca sull'isola senza un certificato di negatività al Covid-19. In alternativa sarà anche possibile presentare un'autocertificazione ma con il riferimento al tipo di test effettuato, la data dell'esame e ancora la struttura pubblica o privata alla quale ci si è affidati. Obbligo anche per chi arriva in Sardegna di registrazione di ingresso con App Sardegna Sicura e certificato di negatività al virus Sars Cov 2 effettuato entro le 48ore prima della partenza. "Non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei 6 anni nonché i soggetti con forme di disabilità". Si è creato un caso nazionale su un noto locale della Costa Smeralda, attribuendogli oltre 60 casi positivi mentre i dati ufficiali ci dicono che erano 32 e soprattutto lascia sgomenti come tutta la comunicazione si sia concentrata su questo mentre nelle stesse ore venivano registrati 133 casi positivi in una discoteca di Cervia. Lo afferma il presidente della Regione, Christian Solinas, facendo il punto sui numeri del Fondo emergenza imprese con l'assessore regionale della Programmazione, Giuseppe Fasolino.

Rivolgendosi al governatore sardo ha detto: "la Regione Sardegna avrà sempre il nostro supporto ma deve chiarirsi le idee su cosa fare".

Il governatore della Sardegna ha emanato una nuova ordinanza coi cui impone delle nuove limitazioni per i turisti che intendono recarsi sull'isola. "Non esiste una 'soluzione sarda' al Coronavirus, ma azioni sinergiche tra Stato e Regioni per bloccare la diffusione del contagio". "I pasticci e la propaganda non appartengono certo all'operato della Regione Sardegna che ha il dovere di salvaguardare, sempre e comunque, i sardi".

"Da Boccia mistificazioni inaccettabili".

Le società di gestione aeroportuale, l'Autorità di sistema del mare di Sardegna, le direzioni marittime, le capitanerie di porto e i gestori dei porti, per quanto di rispettiva competenza, sono tenuti a verificare che i passeggeri all'atto dello sbarco siano muniti della certificazione richiesta.

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