Coronavirus, AstraZeneca riprende test sul vaccino: "Nessun problema di sicurezza"

Barsaba Taglieri
Settembre 14, 2020

La società ha affermato che "il processo di revisione standard ha innescato una pausa volontaria" per tutte le sperimentazioni globali il 6 settembre in modo che i comitati indipendenti e le autorità di regolamentazione interne potessero rivedere i dati sulla sicurezza.

I test clinici del candidato vaccino anti-Covid messo a punto dall'Università di Oxford che l'azienda farmaceutica AstraZeneca sta sviluppando anche con il contributo dell'Istituto di ricerca Irbm di Pomezia, possono continuare. Ma serve ancora tanta prudenza.

L'Università di Oxford ha annunciato che gli studi clinici del suo vaccino contro il Coronavirus, in fase di sviluppo con il gigante farmaceutico AstraZeneca, riprenderanno in Regno Unito.

Una interruzione, aveva affermato lo scorso giovedì il dg del gruppo AsrtraZeneca, Pascal Soriot, "non anomala", a seguito degli effetti collaterali su un volontario che si trova oggi in buona salute.

Se la conclusione dell'indagine ha richiesto così poco tempo, vuol dire, secondo gli esperti, che è evidente che si trattava di qualcosa non collegato al vaccino e che è stato facile capirlo. "Nel frattempo la vera chiave continuano ad essere i comportamenti di ciascuno di noi". "Questa è la prima e più importante regola".

Ma proprio lo stop e la relativa comunicazione, veniva fatto notare dalla comunità scientifica, era ed è il segnale che lo studio è serio e i risultati trasparenti e che comunque intoppi del genere capitano in ogni trial.

Piero di Lorenzo, amministratore delegato della Irbm, ha dichiarato che "La non relazione fra il candidato vaccino e l'evento avverso era chiara, visto che la commissione si è espressa entro 24 ore dalla riunione".

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