Venezia77, Red Carpet da sogno per Le Sorelle Macaluso

Ausiliatrice Cristiano
Settembre 12, 2020

Alla veglia funebre di una di loro le sorelle superstiti si ritrovano per ricordare, piangere, sognare, rinfacciare e ridere della loro stessa vita, dell'infanzia, l'età adulta e la vecchiaia trascorse in un appartamento all'ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo. Emma Dante sceglie ancora una volta la vita di donne, riallacciandosi alla propria dove matriarche reggevano le sorti della famiglia, seppur in ombra, in silenzio.

"La casa e' il corpo dentro cui viviamo", ha dichiarato la regista, parlando dell'importanza che ha voluto riservare allo spazio domestico, presente in buona parte del film e assente invece nella piece teatrale da lei scritta, da cui e' tratto.

Una trasposizione che ha richiesto alle attrici un grande lavoro di preparazione, "due settimane chiuse nella casa". Dovevamo avere un'emozione in comune, una somiglianza emotiva", dice Donatella Finocchiaro, una delle interpreti di queste sorelle, "il mio personaggio ha questa rabbia, non è una donna realizzata. Eppure, guardando Le sorelle Macaluso di Emma Dante, sono stata investita da un fortissimo senso di malinconia quando la maggiore, Pinuccia, ha steso sulle labbra della minore, Antonella, un velo di rossetto rosso. Una pellicola governata da tre atti garbati, composti ma intrisi di vita espressa attraverso ogni minimo dettaglio che incornicia il quotidiano delle protagoniste. "Il cinema può fare questa cosa molto bene, se lo spettatore accetta questa cosa".

I vip sono tutti arrivati alla presentazione del film a bordo di Lexus, Auto Ufficiale dell'evento. Quel pezzettino mancante è dapprima la sorella minore, Antonella, morta da piccola in un incidente, che prosegue ad abitare la casa e le vite di tutti. Pensavo che questi ricordi fossero quelli "normali", che anche se ti tornano in mente ti fanno l'effetto di un semplice abbraccio di rito a fine giornata, niente fuochi d'artificio. "Ora non si chiama più così, era per me un luogo del cuore, ci andavo con gli amichetti ad infilarmi sotto le palafitte, riverbero della luce, il suono e ce l'ho rimesso perché poteva essere un posto bello per creare un corto circuito nella memoria".

Mostra del cinema di Venezia 2020: “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante

E pensare che Finocchiaro quasi non ci credeva: "Lavorare a teatro con lei mi sembrava impossibile, collabora spesso con gli attori della sua compagnia, non è facile entrare nel suo mondo". All'unico ambiente di casa Macaluso, che occupava in toto il palcoscenico, si aggiungono alcuni set esterni d'indubbio fascino visivo e spaziale, e la collaborazione in sceneggiatura di Elena Stancanelli e Giorgio Vasta serve a sgrossare il testo, eliminando o accorpando alcuni personaggi ed eventi chiave. E così si arriva alla scena madre in cui una delle sorelle indossa il tutù da ballerina della sua adolescenza, annunciando di avere il cancro, davanti a un vassoietto di dolci siciliani coloratissimi, cassatine, cannoli, che spappolerà per farne una massa cremosa indistinta.

Il film, infatti, non parla di fantasmi, ma di presenze che restano e che non se ne sono mai andate, a prescindere dalla morte fisica, proprio come non se ne vanno gli oggetti d'arredo.

Terzo capitolo. Sono rimaste in vita solo tre sorelle oramai anziane. Penso ad una conquista, a delle guerriere. "Mi fa pensare all'amore, al legame, alla forza di quando si è insieme che è più vigorosa di quando si è soli", sottolinea la regista che, intervenendo sulle polemiche per l'assenza di ospiti femminili al Festival della Bellezza di Verona, commenta: "Quello che è successo al Festival della Bellezza è una cosa anomala, inquietante, da analizzare in una seduta psicanalitica".

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