Pompeo: Mosca dietro veleno a Navalny

Bruno Cirelli
Settembre 12, 2020

Sul caso del 44enne avvocato oppositore di Vladimir Putin è stata fin da subito avanzata l'ipotesi da avvelenamento di Novichok, agente nervino letale sviluppato dall'Unione Sovietica.

Roma, 10 set. (askanews) - L'avvelenamento del leader dell'opposizione russa Alexeï Navalny è stato probabilmente orchestrato da "alti funzionari" del governo russo, ha dichiarato ieri il capo della diplomazia americana Mike Pompeo, aumentando ulteriormente la pressione internazionale su Mosca. "In coordinamento con i partner e gli alleati - continua Pompeo - stiamo considerando ulteriori sanzioni mirate per promuovere la responsabilità di coloro che sono coinvolti negli abusi di diritti umani e nella repressione in Bielorussia". Secondo Pompeo l'ordine di avvelenare Navalny è partito da "alti funzionari russi", durante un'intervista a Ben Saphiro.

Si tratta dell'accusa più diretta indirizzata a Mosca dall'esplosione del caso. "È qualcosa che dovremo vedere e valutare - ha affermato - possiamo assicurare che faremo il possibile per minimizzare i rischi sulla possibilità che cose simili possano ripetersi". Nessuna traccia, dicono dalla Russia, di veleno è stata rivelata nel corpo di Navalny. Martedì i Paesi del G7 hanno sollecitato la Russia a portare "urgentemente" davanti alla giustizia gli autori dell'"avvelenamento accertato" di Alexey Navalny, denunciando come "inaccettabile" qualsiasi uso di armi chimiche.

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