Polizia spara a un tredicenne autistico, shock negli Usa

Bruno Cirelli
Settembre 10, 2020

A denunciare l'accaduto è stata la madre del ragazzo autistico, Golda Barton che a Kutv ha raccontato di aver chiamato il numero delle emergenze 911 per ricevere assistenza per un caso di salute mentale, perché suo figlio Linden, che soffre di sindrome di Asperger, stava appunto avendo una crisi. Il tredicenne è ora ricoverato in ospedale con ferite alla spalla, alle caviglie, all'intestino e alla vescica.

Quando gli agenti sono arrivati a casa della donna hanno trovato il ragazzo in preda alla crisi, che gridava disperatamente: gli hanno urlato di buttarsi a terra ma il 13enne non li ha ascoltati ed a quel punto i poliziotti hanno cominciato a sparare. Una circostanza non evidenziata dai fatti, dato che non si trovata alcuna arma, tanto da essere smentito dalla madre di Linden: "Non era armato, stava cercando di attirare l'attenzione".

La stessa ha spiegato che la crisi potrebbe essere stata innescata dall'ansia della separazione: lei era infatti tornata da una giornata di lavoro, la prima dopo diverso tempo, e dunque il 13enne non sarebbe riuscito a sopportare di restare lontano da lei. "Gli agenti avrebbero dovuto usare il minimo della forza", racconta Golda Barton. Gli agenti invece si sono presentati alla porta e dopo avergli intimato di sdraiarsi a terra per cinque minuti hanno aperto il fuoco.

La sindaca di Salt Lake City, Erin Mendenhall, ha chiesto che venga aperta un'inchiesta per fare chiarezza sull'accaduto.

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