Lavoratori fragili, ultime novità 5/9: pubblicata circolare interministeriale

Barsaba Taglieri
Settembre 6, 2020

La novità più importante è rappresentata dall'età anagrafica del lavoratore che fa richiesta di visita medica per il successivo esonero.

Sulla scia delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico, il testo specifica che il solo criterio dell'età non è sufficiente per definire una persona "lavoratore fragile". Piuttosto "la maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio".

Il lavoratore in questione deve infatti dimostrare di avere patologie che in caso di infezione da coronavirus potrebbero determinare "un esito più grave o infausto" della malattia.

Le malattie che, insieme con il fattore anagrafico, possono rendere un soggetto a rischio, sono malattie cronico degenerative, come ad esempio patologie cardiovascolari, patologie respiratori e dismetaboliche.

Il concetto di fragilità va individuato in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologico sia di tipo clinico. "Sono state riscontrate comorbilità di rilievo, quali quelle a carico del sistema immunitario e quelle oncologiche". "Non è dunque rilevabile - si legge ancora in un altro passaggio - alcun automatismo tra le caratteristiche anagrafiche e di salute del lavoratore e la eventuale condizione di fragilità".

Secondo quanto riportato all'interno della circolare, inoltre, le lavoratrici e i lavoratori potranno richiedere al datore di lavoro l'attivazione di tutte le misure adeguate circa la sorveglianza sanitaria all'interno dei luoghi di lavoro, questo al fine di evitare in qualsiasi modo il rischio di contagio al Sars-Cov-2. "Le eventuali richieste di visita - scrivono nel documento - dovranno essere corredate dalla documentazione medica relativa alla patologia diagnosticata".

Man mano che avanza la discussione sui docenti e il personale più a rischio, diventa sempre più evidente la necessità di un tracciamento pregresso (ma anche ciclico) dei lavoratori e degli studenti che frequenteranno le scuole. Al medico spetta infatti il compito di fornire "in via prioritaria l'indicazione per l'adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio Covid".

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