Coronavirus, Oms: non ci sarà vaccinazione diffusa fino a metà 2021

Barsaba Taglieri
Settembre 6, 2020

Il vaccino contro il COVID-19 arriverà realisticamente non prima della metà del 2021. Le società si impegnano a presentare al governo la richiesta di autorizzazione di emergenza sulla base di "sostanziali prove di sicurezza ed efficacia" dai test di Fase 3 condotti sotto la guida della Food and Drug Administration. Parola dell'Organizzazione mondiale della Sanità che tramite la portavoce Margaret Harris, ha dato alcune indicazioni sulle tempistiche per la diffusione dell'antidoto che dovrebbe mettere la parola fine alla pandemia da Covid-19.

"Non ci aspettiamo di vedere una vaccinazione diffusa fino alla metà del prossimo anno". C'è anche il direttore dell'Asst Monza Mario Alparone nel registro dei volontari sani per testare il vaccino anti Covid 19 a DNA di Rottapharm-Takis che avverrà a Monza.

La funzionaria ha quindi precisato che al momento attuale "sei dei nove candidati vaccini si trovano in una fase avanzata della sperimentazione, con alcuni di essi che sono nella fase 3 degli studi clinici".

Sono molteplici i progetti di ricerca in tutto il mondo che puntano a rendere al più presto disponibile un vaccino efficace contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Perché dobbiamo vedere quanto è sicuro il vaccino e quanto può proteggere dai virus.

Secondo quanto affermano le due case farmaceutiche, l'obiettivo prefissato è quello di produrre circa un miliardo di dosi sicure nell'anno venturo. In Europa lo stabilimento Anagni lavorerà in prima fila per produrre in tempi record il vaccino.

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