Italia, calo senza precedenti Pil 2° trimestre -17,7% a/a

Paterniano Del Favero
Settembre 2, 2020

Con il 12,8% congiunturale certificato oggi dall'Istat per il secondo trimestre del 2020 (un dato evidentemente influenzato dalle ricadute del blocco deciso per la pandemia di Covid), si conferma la lunga striscia di 'mancata crescita' per la nostra economia. Sulla base di questo risultato l'Italia dovrebbe vedere crollare il Pil nel 2020 del 14,7%. La stima preliminare della variazione congiunturale del Pil diffusa il 31 luglio 2020 era stata del -12,4% mentre quella tendenziale del -17,3%.

Il rimbalzo del terzo trimestre potrebbe non salvare il 2020.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pesa anche la domanda estera, per la riduzione delle esportazioni, e le difficoltà di ripresa delle attività produttive, anche per il massiccio ricorso alla cassa integrazione. In particolare, rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione, con cali dell'8,7% per i consumi finali nazionali e del 14,9% per gli investimenti fissi lordi. "A trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna, con un apporto particolarmente negativo dei consumi privati e contributi negativi rilevanti di investimenti e variazione delle scorte". Lo calcola la Confcommercio che in una nota sottolinea che se a livello nazionale il calo dei consumi sarà del 10,9% rispetto al 2019 (per una perdita di 116 miliardi) il maggior calo percentuale si avrà nel Trentino (-16%) mentre il Molise registrerà un calo del 7,2%. Anche la variazione delle scorte e la domanda estera netta hanno contribuito negativamente alla variazione del Pil, rispettivamente per -0,9 e -2,4 punti percentuali. In particolare, gli acquisti di beni durevoli fanno segnare un -21,4%, quelli di beni non durevoli -4,4%, quelli di servizi -15,8% e quelli di beni semidurevoli -15,1%.

Sempre dall'Istat, arriva poi un altro dato: ad agosto l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,3% su base mensile e una diminuzione dello 0,5% su base annua (da -0,4% del mese precedente). In un quadro che vede l'inflazione negativa ancora determinata per lo più dagli andamenti dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (stabili a -13,6%) e di quelli non regolamentati (da -9,0% a -8,6%), l'ampliarsi della flessione dell'indice generale si deve prevalentemente al calo più netto dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da -0,9% a -2,3%).

Nei servizi di mercato migliorano sia i giudizi sugli ordini sia quelli sull'andamento degli affari; si registra, tuttavia, un peggioramento delle attese sugli ordini.

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