Confcommercio: il Covid brucia 116 miliardi di consumi nel 2020

Paterniano Del Favero
Settembre 1, 2020

In attesa di conoscere i dati sul Pil del secondo trimestre del 2020 in arrivo dall'Istat, la Confcommercio rimarca il danno dell'epidemia da Covid 19 sui consumi: la pandemia e il relativo lockdown bruceranno nell'anno 116 miliardi di consumi con una media di 1.900 euro a testa.

L'impatto del coronavirus sui consumi è stato devastante.

Le regioni settentrionali risulteranno quelle maggiormente interessate dal crollo dei consumi con una media di -11,7%, mentre al Sud il calo si fermerà all'8,5%. Ma questo "non vuol dire che le condizioni delle regioni meridionali siano migliori". Ma il Sud ha meno capacità di reazione. Si passa, ad esempio, da una riduzione a prezzi costanti del 7,2% in Molise (la più contenuta) ad una perdita del 16,0% in Trentino Alto Adige (la caduta più profonda). Come detto la Lombardia paga il prezzo maggiore frutto della percentuale più bassa di lavoratori dipendenti, del ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali e anche per la sua capacità di attrarre turisti stranieri. La Lombardia sconta la riduzione più significativa, pari a oltre 22,6 miliardi di euro. Del resto nel 2019 nelle otto regioni del Nord si concentrava il 52% dei consumi totali dell'Italia.

"Infatti, a fronte di una riduzione cumulata dei consumi sul territorio in Italia dell'1,3% in 12 anni, dal 2008 al 2019 inclusi, il Mezzogiorno ha ceduto oltre dieci punti percentuali di spesa in termini reali, mentre il Nord è cresciuto di quasi tre punti".

Confcommercio sottolinea che "rimangono fondamentali riforme strutturali, da finanziare in parte con i fondi europei, per tornare a crescere a ritmi più coerenti con le legittime aspettative di famiglie e imprese".

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