Fisco: Cgia, in 20 anni pagati 166 mld di tasse in più

Paterniano Del Favero
Agosto 23, 2020

La Cgia di Mestre fa il punto sulle entrate tributarie, le tasse, negli ultimi venti anni, e quello che emerge è che nell'arco di tempo preso in considerazione è che gli italiani hanno pagato 166 miliardi in più. Nel 2000 l'erario e gli enti locali avevano incassato 350,5 mld di euro, nel 2019 il gettito, a prezzi correnti, è arrivato a quota 516,5 mld. "In termini percentuali, la crescita in questo ventennio è stata del 47,4 per cento, 3,5 punti in più rispetto all'aumento registrato sempre nello stesso arco temporale dal Pil nazionale espresso in termini nominali (+43,9 per cento)". In altre parole, la giustizia, la sicurezza, i trasporti, in particolar modo quelli a livello locale, le infrastrutture, la sanità e l'istruzione sono oggi più efficienti di allora? In realtà le cose sono andate diversamente.

"Parlando della riforma fiscale, Gualtieri ha detto che si deve autofinanziare attraverso una 'debonusizzazione' del nostro sistema fiscale e un rafforzamento del contrasto all'evasione", spiegando che si tratterà di "una riforma che a regime deve essere sostenibile e deve concentrare le risorse sulle famiglie, sul lavoro e sulle imprese". Le tasse locali sono aumentate del 37,1%, quelle dell'amministrazione centrale del 49,3%. A dirlo è la Cgia, secondo cui "a spremerci di più è lo Stato: all'erario sono andati ben 145,7 miliardi, mentre agli enti locali e territoriali i restanti 20,3 miliardi". "Se dal 2000 le imposte locali hanno cominciato a correre, quelle erariali sono esplose, con il risultato che i contribuenti italiani sono stati costretti a pagare sempre di più". "Subito riforma fiscale e un vero taglio delle tasse", scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

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