Hong Kong, arrestata figura di spicco delle proteste

Bruno Cirelli
Agosto 10, 2020

L'editore di orientamento pro-democratico Jimmy Lai Chee-ying, è stato fermato nella mattina per sospetta "collusione con forze straniere", uno dei reati punibili con pene fino all'ergastolo dalla nuova legge entrata in vigore il 30 giugno scorso.

L'accusa è di aver violato la nuova legge per la sicurezza nazionale che Pechino ha voluto come forma di stretta sul controllo del Porto profumato, provincia semi-indipendente (secondo gli accordi di handover con il Regno Unito, e con l'Occidente) diventata da tempo troppo interessata alla democrazia secondo i gerarchi cinesi.

Quando all'inizio di quest'anno è stato accusato per il suo coinvolgimento nelle proteste, che hanno infiammato Hong Kong per settimane, i media statali cinesi lo hanno soprannominato il "cervello della rivolta" che "ha diffuso ondate di odio e informazioni negative sulla Cina continentale giorno e notte".

People's Daily - ha affermato il portavoce ufficiale del Partito comunista cineseai tempi in cui Lai faceva parte di un quartetto di "moderni intermediari segreti e traditori", mentre Pechino cercava di incolpare i disordini di Hong Kong sulle forze straniere. Il sovrintendente del neo-istituito dipartimento di sicurezza nazionale della Polizia, Li Kwai-wah, ha riferito alla stampa che tre uomini e una donna di età compresa tra 16 e 21 anni sono stati arrestati in una serie di operazioni tra Yuen Long, Sha Tin e Tuen Mun. Il suo arresto segna l'azione più clamorosa intrapresa sinora dal governo filo-Pechino di Hong Kong, diretto da Carrie Lam, in seguito alla promulgazione della nuova legge. Ha apertamente sostenuto il movimento per la democrazia e le proteste antigovernative, stampando volantini e poster nelle sue pagine che le persone possono ritagliare e portare alle marce. Le forze di polizia sono nelle fasi iniziali della loro indagine e si sono rifiutati di nominare il gruppo coinvolto. La veglia è stata vietata dalla polizia quest'anno. Dal momento che il briefing si svolge in un edificio della polizia, possono essere presenti solo giornalisti registrati: si ritiene che sia la prima volta che i giornalisti non sono stati autorizzati a riferire su un briefing della polizia. Intanto, secondo le fonti del Post, continua l'operazione di polizia e "non è escluso scattino altri arresti".

Gli agenti hanno compiuto un blitz anche nella sede del gruppo di Lai, nel quartiere di Tseung Kwan O "per raccogliere prove legate alla violazione della sicurezza nazionale" e non si escludono ulteriori arresti nel corso della giornata. Inizialmente il giornale era dedicato principalmente al gossip e ad altre notizie leggere, ma dopo il 1997, quando Hong Kong passò in mani cinesi, gradualmente il giornale ha assunto un atteggiamento più critico verso il governo locale e la Cina.

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