I furbetti dei 600 euro appartengono a Lega, M5S e Italia Viva

Ausiliatrice Cristiano
Agosto 9, 2020

Ci sono cinque deputati e un noto presentatore televisivo che, nonostante gli stipendi alti di parlamentari e Vip, hanno pensato bene di chiedere - ottendendolo - il bonus da 600 euro riservato alle Partite Iva. Ma è altamente probabile che l'onorevole stesse semplicemente citando ancora una volta Repubblica, che ha scritto che "dalle prime indagini sarebbe emerso che i cinque "furbetti" di Montecitorio apparterebbero a diversi partiti di maggioranza e opposizione: tre sarebbero della Lega, uno del Movimento 5 Stelle e uno di Italia Viva. È vergognoso. È davvero indecente", dice Luigi Di Maio su Facebook.

Roma - Cinque parlamentari chiedono e ottengono il bonus partita Iva da 600 euro, poi portato a mille.

A segnalare l'accaduto, come riporta La Repubblica, la direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell'Inps, organo creato da Pasquale Tridico per individuare le truffe. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. Bene, siano loro allora ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. E' necessario ricordarlo sempre.Lo affema il presidente della Camera Roberto Fico su facebook.

Infatti come si legge sul sito dell'Inps: "A tali indennità possono accedere, per marzo ed aprile, i liberi professionisti con partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione Separata e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che non siano titolari di un trattamento pensionistico diretto, ad eccezione dell'assegno ordinario di invalidità".

Uno schiaffo alla miseria di chi durante l'emergenza coronavirus ha avuto serie difficoltà ad arrivare a fine mese. "Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore", aggiunge specificando che "non in importa di quale forza politica" siano. Proprio sulla privacy vertono altri commenti di esponenti politici i quali invitano il Presidente Fico a rivelare all'opinione pubblica l'identità dei parlamentari "gargarozzoni". In base alla segnalazione, cinque parlamentari avrebbero incassato dall'Inps il bonus da 600 euro mensili (poi elevato a 1000 euro) introdotto dai decreti varati dal governo (tra cui il dl Rilancio) per sostenere autonomi e partite Iva, categorie gravemente colpite dalla crisi conseguente al lockdown. "Mi auguro che anche le altre forze politiche la vedano come noi", conclude Di Maio.

Tuttavia ricordiamo le parole del Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, il quale alla vigilia dell'approvazione del Decreto Cura invitò tutti coloro che pur soddisfando i requisiti per richiedere il bonus non avevano necessità di beneficiarne a non presentare la richiesta all'INPS. E conclude: "Voglio augurarmi che l'Inps o il presidente Fico rendano subito noti i nomi degli sprovveduti colleghi e non traccheggino rendendo così un servizio ai fautori del taglio dei parlamentari. Devono farlo perché evidentemente non sono stati in grado di servire i cittadini che rappresentano e il Paese con onore e lealtà, tanto più in un momento come questo".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE