"SOS" sulla spiaggia: il salvataggio dei naufraghi è da film

Bruno Cirelli
Agosto 4, 2020

Tre uomini sono stati salvati da una sperduta isoletta del Pacifico dopo essere stati individuati da un aereo di ricerca grazie a un "SOS" gigante scritto sulla sabbia. Non è la sceneggiatura di un romanzo per ragazzi o di un filmetto estivo, ma la disavventura capitata a tre uomini che il 30 luglio scorso erano partiti da Poluwat, atollo degli Stati Federati di Micronesia, con l'intento di raggiungere Pulap, un altro atollo micronesiano che si trova a 40 km di distanza in direzione nord est. Sono così finiti sulla piccola e disabitata isola di Pikelot, a 190 chilometri dalla destinazione prevista, secondo le autorità statunitensi e australiane.

"Eravamo verso la fine delle operazioni di ricerca", scrive nel post il pilota del KC-135, il tenente colonnello Jason Palmeira-Yen. Il loro segnale di Sos era stato avvistato domenica e proveniva dall'isola deserta di Pikelot, ha poi fatto sapere il dipartimento della Difesa australiano. "Da lì abbiamo chiamato l'esercito australiano perché avevano due elicotteri nelle vicinanze che potevano sbarcare sull'isola".

Un elicottero della nave australiana Hmas Canberra è atterrato sulla spiaggia scaricando cibo e acqua per i tre marinai. I militari hanno avvisato la Marina australiana, fin da subito attiva nelle ricerche dei tre naufraghi. Una dichiarazione della Guardia costiera degli Stati Uniti afferma che i soccorritori e i marinai dispersi hanno tenuto le distanze a causa del coronavirus. Il capitano Terry Morrison, comandante della nave Canberra, ha elogiato il suo equipaggio: "Sono orgoglioso della risposta e della professionalità dimostrata da tutti a bordo", ha affermato.

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