Città d’arte, allarme di Confesercenti, meno 34 milioni di presenze

Ausiliatrice Cristiano
Agosto 4, 2020

Le grandi città d'arte italiane non riescono a ripartire dopo l'emergenza coronavirus.

A rivelarlo è uno studio pubblicato da Confesercenti e basato su elaborazioni condotte partendo dalle previsioni di Tourism Economics. A Firenze le perdite di attesteranno su meno 5 milioni di presenze e meno 1,2 miliardi circa dei consumi. A Milano la contrazione dovrebbe sfiorare i 4 milioni, mentre per i consumi, si stima, la riduzione sarà superiore ai 900 milioni di euro.

Alle allarmanti flessioni turistiche, va poi sommato il contributo negativo derivante da una elevata quota di lavoratori ancora in regime di lavoro agile; quota, peraltro, non destinata a diminuire fino a fine anno, visto il prolungarsi dello stato di emergenza. A Milano mancherebbero quasi 4 milioni di turisti e di conseguenza si registrerebbe un calo di 900 milioni di euro. L'assenza degli stranieri sto provocando perdite ingentissime e mette in ginocchio l'economia dei grandi centri a partire da Roma, Venezia, Firenze, Torino e Milano, che insieme valgono oltre un terzo del turismo italiano.

'Il turismo sta pagando un prezzo molto alto per l'emergenza scatenata dal Covid. Nella città che diede i natali a Dante le case per turisti affittate tramite Airbnb, Homeaway, Booking, come tutto il settore del turismo, sono state congelate dagli effetti dell'epidemia e non va meglio ai musei, dove gli ingressi dovranno essere in ogni caso contigentati per rispettare il distanziamento sociale. Soprattutto quelli legati alla spesa turistica: dai ristoranti ai bar, fino ai negozi dei centri storici', spiega Patrizia De Luise, Presidente nazionale Confesercenti. Qui il combinato disposto di frenata dei viaggiatori e allungamento del lavoro agile rischia di far saltare i sistemi imprenditoriali locali. Per questo chiediamo di istituire delle zone franche urbane speciali nei centri storici dei Comuni di interesse culturale ad alto flusso turistico, che sono i più colpiti dall'onda lunga della crisi scatenata dall'emergenza Covid.

Sostiene Confesercenti: "Le zone franche dovrebbero consentire alle imprese che vi operano di godere di un sostegno speciale, sotto forma di un contributo da usare in compensazione dei versamenti tributari e contributivi. Senza un intervento, migliaia di PMI rischiano di saltare come birilli" conclude.

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