Italia: il PIL è crollato nel 2° trimestre, ma meno del previsto

Paterniano Del Favero
Agosto 3, 2020

Secondo quanto riportato da IlSole24Ore, nel secondo trimestre del 2020 in Italia si registra un calo storico del Prodotto Interno Lordo "corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato", pari al 12,4% rispetto al trimestre precedente.

Il Pil italiano nel secondo trimestre 2020 crolla del 12,4% sul trimestre precedente e del 17,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli effetti si ripercuotono sul prodotto interno lordo che è diminuito del 32,9% nel secondo trimestre: era dagli anni post Seconda Guerra Mondiale, nel 1947, che non si registravano numeri tanto negativi.

Si tratta di dati ancora preliminari, che l'Istat commenta rimarcando che è stata una "contrazione senza precedenti (-12,4%) per il pieno dispiegarsi degli effetti economici dell'emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate". Un allarme dal Centro Studi Promotor: anche se dopo il Covid ci fosse un recupero economico rapido, "in Italia rimarrebbe sempre da recuperare il ritardo che già nel 2019 vi era rispetto al 2007, ritardo che segna una drammatica anomalia rispetto alle altre economie avanzate, che hanno superato la crisi del 2008 per continuare poi a crescere fino allo stop del 2020".

Nel periodo compreso tra i mesi di aprile e giugno la riduzione del Pil è stata di 50 miliardi.

La caduta registrata dal Pil nel secondo trimestre "è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall'agricoltura, silvicoltura e pesca, all'industria, al complesso dei servizi".

L'inflazione in Italia continua a scendere.

Questo risultato è il secondo più basso dal 1995, l'inizio di una nuova e attuale epoca storica dal punto di vista economico per il nostro paese. Così "meccanicamente porterebbero a una revisione al ribasso della dinamica annua da noi prevista a metà maggio - dicono gli economisti di via dell'Astronomia - che sarebbe ora vicina al -11%, in linea con le stime della Commissione Europea". I prezzi risultano essere in territorio negativo anche in termini congiunturali (-0,1%). Luglio risente della forte flessione, anche se prosegue meno marcata, dell'energia e del rallentamento registrato per gli alimentari.

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