Nuova stretta di Pechino su Hong Kong. Rinviate le elezioni di settembre

Bruno Cirelli
Agosto 2, 2020

"Siamo di fronte a una situazione molto grave".

Lam - che ha fatto ricorso a poteri speciali - ha parlato di "decisione difficile" ma necessaria, vista l'epidemia di Covid-19 e il rischio di un ulteriore aumento dei contagi. Inoltre, Lam ha chiarito che sta agendo col sostegno di Pechino.

I deputati di opposizione hanno ricordato poi che la legge consente il rinvio delle elezioni "di soli 14 giorni".

Nella dichiarazione, il governo di Hong Kong ha dichiarato di "rispettare e salvaguardare i diritti legali delle persone di Hong Kong, incluso il diritto di voto e il diritto di candidarsi alle elezioni". "Le istituzioni e l'intera societa' devono fare ogni sforzo per assicurarsi che le elezioni generali possano svolgersi come previsto", hanno concluso.

Joshua Wong e altri 11 importanti candidati alle elezioni di settembre per il rinnovo del Parlamento di Hong Kong sono stati squalificati e non potranno partecipare.

Non è chiaro in che modo le squalifiche influiranno su questo, o se ci sarà un altro round di nomination l'anno prossimo se i sondaggi vengono posticipati.

Tuttavia, l'opposizione ha accusato il governo di usare la pandemia come scusa per impedire alla gente di votare.

Secondo gli esponenti pro-democrazia il ritardo è in realtá dettato dall'esigenza di evitare una pesante sconfitta alle elezioni per il consiglio legislativo, soprattutto dopo l'adozione della controversa legge sulla sicurezza nazionale che vieta la secessione, la sovversione, il terrorismo e la collusione con forze straniere. Altri 20 candidati pro democrazia potrebbero essere squalificati a breve, ha annunciato il governo di Hong Kong, spingendo l'ultimo governatore britannico dell'isola, Lord Chris Patten, a denunciare "la purga politica" cinese: "È evidente che credere nella democrazia è ormai illegale".

Le candidature invalidate sono dodici: oltre a Wong, che nel 2014 guidò la protesta degli studenti, ma tra gli esclusi ci sono anche rappresentati dei partiti pro-democrazia tradzionali e giovani attivisti. Prima di Lam ha parlato Joshua Wong, uno dei simboli del campo democratico che si batte in difesa del principio un Paese due sistemi minacciato dalla nuova legge per la sicurezza nazionale imposta da Pechino sull'ex colonia britannica. "A preoccupare ancora di piu' e' il ruolo che la polizia di Hong Kong si e' attribuita, di indagare su 'reati' commessi all'estero".

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