Di Maio: bisogna distruggere i barconi, è un'emergenza nazionale

Bruno Cirelli
Agosto 2, 2020

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervistato dal Corriere, parla di "un'emergenza nazionale".

Il titolare della Farnesina è netto sulla propria posizione: "Non si tratta di avere una linea dura o meno, non c'è e non deve esserci un approccio ideologico al tema, bensì pragmatico e concreto". La questione degli sbarchi, unita al rischio sanitario con la pandemia, è un tema di sicurezza nazionale. "Quanto accaduto a Caltanissetta e a Porto Empedocle deve far pensare", ha spiegato il ministro, aggiungendo che lo Stato deve dare risposte "lavorando per risolvere il problema alla radice". Chi è sottoposto a quarantena "non può pensare di violare le regole italiane e andarsene in giro liberamente".

Come agirà, dunque, l'Italia per evitare il continuo sbarchi di migranti che si sta registrando in queste settimane? La fase di instabilità politica in Tunisia sta alimentando gli arrivi verso l'Italia "e noi non dobbiamo pensare a come fermare gli sbarchi, ma a come bloccare le partenze". La Farnesina, sempre dietro indicazione del ministro Di Maio, ha ricordato all'ambasciatore tunisino che la Tunisia è nella lista dei Paesi cosiddetti sicuri e ha invitato la controparte ad adottare ogni misura necessaria a contrastare le partenze illegali dal territorio tunisino, incluso tramite l'attivazione di attività di più stretta vigilanza costiera nell'area di Sfax, che risulta quella maggiormente interessata, e ad accelerare i voli di rimpatri. "Non sarà regolarizzato nessuno". "Vale per chi ha diritto alla protezione internazionale così come per chiunque altro" sottolinea.

La richiesta l'ha avanzata nel corso della riunione del Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo, affermando che si è in "attesa di un piano integrato più ampio proposto dalla viceministra del Re e di un risvolto nella collaborazione che abbiamo chiesto alle autorità tunisine in materia migratoria". Alla Ue sulla crisi migranti, il governo chiede un ruolo proattivo "tanto in termini di riammissione che di riduzione delle partenze irregolari". Noi chiediamo semplicemente che siano rispettati i patti.

"La redistribuzione era già in vigore, poi sospesa durante il picco della pandemia, ma ora il picco fortunatamente in Italia è passato e il nostro confine meridionale, lo ricordo, è un confine europeo oltre che italiano", ha aggiunto.

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