Coronavirus, 386 nuovi contagiati in Italia. Anche oggi molti sono stranieri

Barsaba Taglieri
Luglio 31, 2020

I cittadini in isolamento domiciliare sono in tutto 11.665.

Oggi in Italia i nuovi positivi al coronavirus rilevati sono stati 386, dunque un centinaio più di ieri quando erano stati 289. Secondo quanto riportato dalla Fondazione, nella settimana dal 22 al 28 luglio i casi sarebbero tornati aumentare dopo un costante trend negativo: nella fattispecie, i nuovi casi di contagio sarebbero aumentati del 23%, i pazienti ricoverati con sintomi manifesti del 2,3% mentre sarebbero invece diminuiti del 18,4% i pazienti ricoverati in terapia intensiva. "Nell'ultima settimana due spie rosse confermano la necessità di mantenere alta la guardia, senza allarmismi ma con senso di grande responsabilità individuale e collettiva", commenta il presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.

In una settimana +23% di nuovi casi di Covid-19, seppure con un simultaneo lieve aumento di tamponi. Al momento, infatti, i dati si riferiscono solo al saldo, cioè ai posti letto occupati, come indice del sovraccarico ospedaliero. Attualmente in Italia ci sono 12.230 positivi (-386 rispetto a ieri).

Dei 12.609 attualmente positivi il 53% è in Lombardia, il 37,4% si distribuisce tra Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Veneto, Campania e Toscana e il 9,6% nelle altre regioni. I 1.219 casi rimanenti, cioè il 9,6% dei totali, si trova in 14 Regioni e Province autonome.

In generale, i dati confermano sia il quadro epidemiologico di circolazione endemica del virus, sia il trend in aumento dei nuovi casi dopo due settimane di relativa stabilità, siano essi legati a nuovi focolai o a casi di 'importazione' dall'estero.

"Davanti a numeri in rialzo rispetto alle settimane precedenti - conclude Cartabellotta - la comunicazione della politica e delle Istituzioni deve essere oggettiva, equilibrata e coerente". La pandemia è ancora in corso, il virus è vivo e vegeto e vanno mantenuti tutti i comportamenti individuali raccomandati da mesi, oltre che le misure di sorveglianza epidemiologica.

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