Erdogan approva la legge anti social media: "Il Medioevo della censura online"

Bruno Cirelli
Luglio 30, 2020

Le mani del parlamento turco sui più importanti social media, grazie a una legge anti-social approvata recentemente.

La legge impone alle principali società di social media di mantenere uffici di rappresentanza in Turchia per gestire i reclami contro i contenuti sulle loro piattaforme: i giganti del web come Facebook, Twitter e Youtube d'ora in avanti dovranno avere un referente locale che vigilerà sui contenuti e ne deciderà l'eventuale rimozione in base alle norme vigenti in Turchia. A proporla sono stati il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan, Akp - Partito della Giustizia e dello Sviluppo - e Mhp - Partito del Movimento Nazionalista -, che formano la maggioranza.

Presi di mira in particolare i social network che hanno oltre un milione di visitatori unici al giorno. Tra l'altro, prevede che i server che contengono dati di utenti turchi siano conservati in Turchia.

According to media reports, a Turkish regulation gave authority to the Turkish Radio and Television Supreme Council (RTUK) to regulate and monitor sound and visual broadcasting, including online streaming services like Netflix, other contents shared on social media platforms, and online news outlets on a regular basis.

Insomma, un ulteriore colpo alla libertà d'espressione e all'informazione indipendente, se si pensa che in Turchia ci sono già migliiaia di persone sotto accusa per "aver insultato il presidente Erdogan sui social media". Sconcerto anche da parte di Amnesty International, secondo cui la nuova legge "rafforzerà le capacità del governo di censurare i contenuti e perseguire gli internauti".

Arriva da Human Rights Watch, un'organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani, l'allarme sul rischio della censura.

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