6.200 riportati in Libia, abusi raccapriccianti'

Bruno Cirelli
Luglio 30, 2020

"La Libia non è un porto sicuro - commenta l'Oim -.È necessario mettere in atto uno sistema alternativo che permetta che le persone soccorse o intercettate in mare siano portate in porti sicuri".

"L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) deplora la tragica perdita di tre vite umane e chiede un'indagine urgente sulla sparatoria avvenuta al punto di sbarco di Al Khums in Libia la scorsa notte, a seguito dell'intercettazione di un'imbarcazione da parte della Guardia costiera libica". Come ha sottolineato Federico Soda, il capo missione dell'Oim in Libia, "le sofferenze patite dai migranti in Libia sono intollerabili". "L'utilizzo di violenza eccessiva ha causato ancora una volta delle morti senza senso".

Un nuovo appello è giunto quindi all'Unione Europea e alla comunità internazionale, dall'Oim, affinché si fermino i rientri in Libia.

Grandi ha quindi ricordato che "degli 80 milioni di persone cacciate dalle proprie case o obbligate a fuggire, quasi il 90% non si trova in Europa, ma in paesi con poche risorse, in Africa, in Medio Oriente, in Asia, in America Latina". I migranti erano stati intercettati in mare e riportati a terra dalla Guardia Costiera libica. "Non so cosa altro debba accadere", ironizza Bonino. "Inoltre serve una maggiore solidarietà tra gli stati che si affacciano sul Mediterraneo", ha aggiunto. Il dossier, da quel che capisco, è rinviato a settembre. "È necessaria una maggiore cooperazione tra gli Stati per identificare e rendere responsabili i criminali di questi orribili abusi che avvengono in diversi punti lungo le rotte, condividere le informazioni chiave con le pertinenti forze dell'ordine, smantellare le reti di contrabbando e traffico e congelare le loro risorse finanziarie", afferma l'Unhcr in una nota. Nella maggioranza sale la tensione. Matteo Orfini twitta: "Fuori dalle ipocrisie, la guardia costiera ha ucciso perché è esattamente per questo che la finanziamo: fermare i migranti con ogni mezzo".

E solo negli ultimi mesi (nonostante la pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero) sono stati centinaia i migranti bloccati in mare e rimandati in Libia, nonostante le condizioni a cui spesso vengono sottoposti nei centri.

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