Elkann: "Binotto può portare il team alla vittoria"

Rufina Vignone
Luglio 29, 2020

Nel frattempo arriva da Elkann la fiducia nell'attuale gruppo di lavoro, e soprattutto in Mattia Binotto: "Totale fiducia!"

"Essere presidente della Ferrari è una grande responsabilità". Mentre i regolamenti di F1 si assicurano che ogni squadra progetti almeno gli elementi chiave della sua auto, la MotoGP consente ai team dei clienti di acquistare pacchetti completi dai team di punta.

" Quest'anno non siamo competitivi principalmente a causa di una serie di errori di progettazione in macchina".

"Tornare a Silverstone è sempre un'emozione speciale, anche se in questa stagione non vedremo gli appassionati britannici sulle tribune - ha detto Mekies". Abbiamo anche perso in potenza motoristica.La Ferrari non è competitiva. Per recuperare bisognerà lavorare molto a fondo, forse come non mai, e non sarà un processo immediato: "Stiamo mettendo le basi per essere competitivi e tornare a vincere quando cambieranno le regole nel 2022". Alonso e Vettel erano dei fuoriclasse, ma noi abbiamo bisogno di piloti ambiziosi e giovani. "Ha tutto ciò che serve per far parte del nuovo ciclo e ci fidiamo ciecamente di lui". L'obiettivo è la "ricostruzione" di un ciclo, possibilmente vincente, che affonda le proprie radici nella decisione di instaurare un rapporto a lungo termine con Charles Leclerc e un pilota giovane e promettente come Sainz. Per questo è importante essere onesti con loro: ci aspetta un percorso lungo. Non si nasconde dietro a un dito Laurent Mekies, direttore sportivo del Cavallino, che ha preso parola nella classica anteprima pre-weekend. Leclerc e Sainz prenderanno casa a Maranello, staranno il più possibile vicino ai nostri ingegneri. "La nuova macchina nascerà con loro". Possiamo riassumere in questo modo le dichiarazioni del Presidente della Ferrari, John Elkann chiamato a raccogliere il testimone del compianto Sergio Marchionne. Quando Todt aprì nel 2000 quello storico ciclo, venivamo da un digiuno che durava da oltre vent'anni, dal 1979. Non vediamo la limitazione dei budget come un vincolo alla nostra capacità di vincere, la prendiamo come una sfida.

"I nostri manager, i nostri ingegneri e i nostri piloti troveranno dentro quei vincoli la forza e la creatività per riportare in alto la Ferrari". Era presente già all'epoca di Todt e Schumacher e sa come combinare ambizioni e realtà. C'è voluto tempo, dal suo approdo nel 1993, per il ritorno al successo. Da una parte l'azienda automobilistica, sana, solida e proiettata al futuro, dall'altra la scuderia corse, mai negli ultimi 20 25 anni così allo sbando e oso dire rassegnata a perdere almeno per due stagioni. Ora è il momento di costruire le fondamenta per qualcosa di importante.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE