Vaccino anti coronavirus, l'annuncio: "In farmacia da gennaio"

Barsaba Taglieri
Luglio 28, 2020

"Penso che i governi prima organizzeranno la vaccinazione delle categorie più a rischio". A sostenerlo Piero Di Lorenzo, il presidente dell'Irbm di Pomezia, istituto di ricerca specializzato in scienza biomedica e chimica organica.

Il vaccino, chiamato mRNA-1273, utilizza la sequenza del materiale genetico del coronavirus, ossia l'acido ribonucleico (Rna). "Ci auguriamo - spiega Di Lorenzo - che la sperimentazione possa finire entro settembre". Poi sarà necessario il via libera delle agenzie regolatorie che, trovandoci in pandemia "sono certo che taglieranno tutti i tempi burocratici e daranno l'autorizzazione nel tempo strettamente necessario per analizzare con la giusta severità i risultati scientifici".

Entro l'inizio del 2021 il vaccino anti-Coronavirus, messo a punto dall'Università di Oxford in collaborazione con l'Irbm di Pomezia, sarà finalmente in commercio.

I test saranno condotti in 89 località degli Stati Uniti su circa 30.000 volontari sani, che riceveranno due dosi del vaccino a distanza di 28 giorni, oppure due dosi di placebo. "In dodici mesi il pianeta sarà immune". Così, dopo gli inviti alla cautela sui dati preliminari relativi alle sperimentazioni dei candidati pubblicati sul sito della rivista Nature e arrivati da ricercatori di tutto il mondo, richiama alla cautela anche il documento dell'Accademia dei Lincei, che con la sua Commissione Salute mette in guardia dalla "valutazione accelerata" dei candidati vaccini anti Covid-19 in sperimentazione sull'uomo, spesso dettata dalla fretta e dall'urgenza, e che necessita di rigorosi studi sulla sicurezza. Inoltre probabilmente l'accesso al vaccino sarà scaglionato: sanitari, anziani, personale scolastico avranno delle corsie preferenziali.

Quanto alla produzione del vaccino, "se la situazione lo richiederà, abbiamo assicurato al presidente di AstraZeneca e al ministro Speranza che siamo a disposizione".

Che guadagno per l'azienda? L'antidoto verrà commercializzato al prezzo del costo industriale quindi a 2 o 3 euro. Non verrà caricato un solo euro per la proprietà intellettuale.

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