Incendio di Nantes: l'autore del rogo confessa

Bruno Cirelli
Luglio 28, 2020

Poche ore dopo il rogo che il 18 luglio scorso ha distrutto completamente l'organo centrale della cattedrale gotica di San Pietro e Paolo di Nantes, frantumato le vetrate e annerito l'interno della chiesa XV secolo, le autorità francesi avevano arrestato un 39enne ruandese, volontario a cui era affidato il compito di chiudere il portone e assicurasi che tutto fosse in ordine. "In preda ai rimorsi", Emmanuel "ha ammesso davanti al giudice istruttore - ha confermato il procuratore di Nantes PIerre Sennès - di aver acceso i tre inneschi nella cattedrale, vicino al grande organo, al piccolo organo e ad un contatore dell'elettricità".

L'incendiario è un ruandese rifugiato da alcuni anni in Francia. Era stato fermato e poi rilasciato, per essere infine arrestato di nuovo ieri dopo gli ultimi risultati delle perizie. Secondo il rettore della cattedrale, Hubert Champenois, il volontario "serviva la messa" ed era spesso incaricato della pulizia o della chiusura della cattedrale. Gli inquirenti non avevano trovato traccia di effrazione sulle porte di accesso all'edificio. Rischia una pena di 10 anni di reclusione e una multa di 150.000 euro.

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